Di Ivan De Stefano
Domenica 8 dicembre si è conclusa la manifestazione
"Lo gradireste un goccio di Vin Santo?" nella ridente Montefollonico.
La manifestazione, dedicata ad uno dei prodotti tipici più caratteristici
della tradizione toscana, ha riscosso un ottimo successo di pubblico
favorita anche dalla bella giornata di sole. Tra gli eventi che per una settimana
hanno movimentato il borgo di Montefollonico di particolare
interesse il convegno dedicato agli scavi archeologici di Piazza di Siena,
tra Montefollonico e Trequanda, ed alla viabilità sulla dorsale dei monti
in epoca pre-romana. Il convegno si è concluso con una comunicazione
di Giovanna Casali su Montefollonico come probabile crocevia tra la
via Francigena, che da Siena proseguiva verso Roma costeggiando il
Monte Amiata, ed un ramo della via Teutonica che provenendo dalla
Germania superava le Alpi, tagliava l'Appennino
all'altezza del Casentino, superava la Valdichiana
fino a risalire in Valdorcia passando da Montefollonico
e ricongiungersi poi con la Francigena in direzione
Roma. Nel contesto della manifestazione,
di particolare interesse è stata l'inaugurazione del
Centro di Documentazione del Vin Santo e delle
Miniere di Lignite di Montefollonico, che vuole essere
un punto di riferimento per ricerche, dibattiti,
approfondimenti su questi due aspetti importanti
della storia e della cultura del territorio di Montefollonico
e dell'intera zona. Per l'occasione il
museo archeologico di Montevarchi ha prestato a
Montefollonico alcuni calchi di animali fossili rinvenuti
negli anni 20 nelle miniere. Il Centro è stato
arricchito per l'occasione di documenti d'epoca
relativi alle miniere e foto storiche del 1917 che
ritraevano soldati austriaci prigionieri di guerra
nel primo conflitto mondiale, i quali, a causa della
militarizzazione delle miniere con l'attribuzione
del grado di maggiore all'allora direttore generale
furono trasferiti a Montefollonico dalla zona
del fronte per lavorare. La presenza dei prigionieri
austriaci ha dato lo spunto per l' interessante gemellaggio
con l'Austria e le zone di produzione
dei vini Eisswein, realizzati con uve raccolte tardivamente nei mesi invernali
che con il ghiaccio acquisiscono un maggior carico di zuccheri.
Dopo le degustazioni di Vin Santo, degli Eisswein e dei prodotti tipici
locali e della tradizione austriaca lungo il borgo, la kermes ha avuto
l'epilogo con il concorso "il miglior Vin Santo fatto in casa" riservato
ai produttori amatoriali, che quest'anno ha registrato come sempre una
grande partecipazione. I campioni presentati sono stati 80 provenienti
da tutta la Toscana e dall'Umbria.
La commissione esaminatrice ha rilevato un notevole innalzamento
della qualità dei Vin Santi segno di un crescente interesse per questo
prodotto simbolo dell'ospitalità, della tradizione e della cultura dei
nostri territori.
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