
Firenze – Questa mattina gli "Studenti contro il nuovo ISEE" sono tornati a protestare con un'irruzione a sorpresa alla sede dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario. In venti circa sono entrati all'interno dei locali di viale Gramsci dove era in corso una riunione: «Abbiamo chiesto di parlare con i responsabili del DSU Toscana per trovare una soluzione al problema abitativo di chi, a causa del nuovo calcolo ISEE, è rimasto escluso dalle residenze universitarie ma non può permettersi un affitto».
Già da tempo gli universitari avevano dichiarato che non avrebbero abbandonato le abitazioni allo scadere delle due proroghe concesse dal DSU a seguito delle proteste. Agli otto studenti che sono effettivamente rimasti nelle proprie stanze dopo il termine del 30 ottobre, però, è stato chiesto di pagare una cifra di 10 euro per notte. «E' chiaro – ribattono gli studenti – che l'azienda che dovrebbe garantire il diritto allo studio non intende assumersi la responsabilità della situazione attuale».
L'azienda, che gestisce il diritto allo studio universitario per conto della Regione Toscana, non è intenzionata a fare sconti agli otto occupanti, anzi spera di liberare al più presto quei posti per destinarli ai nuovi borsisti in attesa dell'assegnazione di un alloggio. In risposta alle proteste, il DSU e l'Assessore Regionale Monica Barni stanno pensando di attivare un contributo straordinario per chi ha perso la borsa di studio a seguito della riforma dei criteri ISEE. Una misura, quest'ultima, ritenuta insufficiente dagli studenti: «Fin'ora non abbiamo visto un euro. Inoltre la "borsa servizi straordinaria" non coprirebbe neanche i costi di affitto e bollette, né garantirebbe l'esonero dalle tasse universitarie come la borsa di studio».
Gli studenti, dunque, non sembrano intenzionati ad arrendersi: «Non cederemo ai ricatti e faremo autofinanziamento per pagare questi 10 euro». E a chi li accusa di "rubare il posto" ad altri studenti rispondono: «Il problema degli idonei non beneficiari si risolve aumentando i fondi per i diritto allo studio e non fomentando la guerra tra poveri. Noi lottiamo affinché sia garantito il diritto allo studio per tutti e tutte, anche a chi non ha potuto presentare la domanda di borsa di studio perché il suo ISEE è aumentato ma la sua ricchezza reale è rimasta uguale. Per questo vogliamo la riapertura del bando di assegnazione 2015/2016 con nuovi criteri che non escludano le fasce meno abbienti. Oggi, invece, si tenta di escludere le fasce sociali più bisognose dal diritto allo studio e dai diritti sociali in generale. Che le istituzioni si facciano carico delle contraddizioni che loro stesse hanno generato, noi non possiamo rinunciare ai nostri diritti e chiediamo ai nuovi borsisti in attesa dell'alloggio di unirsi alla nostra lotta!».
Per mercoledì pomeriggio il movimento ha convocato un'assemblea di ateneo al Polo Universitario di Novoli, nonostante il Rettore Luigi Dei non abbia concesso il blocco della didattica. Ma non si parlerà solo del nuovo ISEE e del problema abitativo, assicurano gli studenti: «Le università sono sempre più privatizzate, mentre il numero delle immatricolazioni è in calo da oltre 10 anni. Per questo parleremo del diritto allo studio in tutti i suoi aspetti, dalle borse di studio agli affitti alle stelle, dalla cultura sempre più mercificata all'aumento delle tasse universitarie, fino alle mense, ai trasporti e al caro libri. L'obbiettivo è lottare per un'università che sia realmente aperta a tutti e tutte».
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
