Firenze - Giornata Nazionale Mobilitazione negli Atenei.

Martedì 17 Novembre 2015 12:58 stefano maulicino
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Assemblea di Ateneo e presidio di protesta in Piazza San Marco: queste le iniziative indette dalla RSU di Ateno e dai sindacati di categoria in occasione della Giornata Nazionale di Mobilitazione negli Atenei. La protesta, svolta in contemporanea con molte altre città Italiane, è stata promossa dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria dell'Ateneo fiorentino, dalla CGIL – Federazione Lavoratori della Conoscenza, dalla UIL-RUA e dal CRNSU – Ricercatori non strutturati. Assente invece la CISL. Al presidio davanti al Rettorato hanno partecipato circa una cinquantina di persone, tra lavoratori, studenti, docenti e ricercatori sia strutturati che precari, in difesa dell'università pubblica e del diritto allo studio.

Ci si oppone alla trasformazione degli atenei in fondazioni private ma anche alla pratica di "esternalizzare" i servizi universitari affidandoli in appalto a ditte esterne; pratica che peggiora notevolmente le condizioni lavorative e retributive. Al governo si chiede, inoltre, di investire nella ricerca e nell'università, con un piano straordinario di reclutamento di nuovi ricercatori e con il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto dal 2009, recuperando i circa 6000 euro di perdite salariali accumulate negli anni. «Serve una programmazione di Ateneo che permetta una stabilizzazione dei precari e che favorisca l'assunzione di personale tecnico, amministrativo e bibliotecario». Tra le rivendicazioni anche la cancellazione del blocco del "Fondo del salario accessorio" del personale tecnic-amministrativo disposto dalla Legge di Stabilità 2016 e l'abrogazione della «controriforma Fornero», per il diritto ad un accesso equo alla pensione.

Con lo slogan «Uniti possiamo farcela – chi non partecipa ha già perso!» si chiamano tutti i lavoratori dell'ateneo a fare «fronte comune», in vista della manifestazione nazionale del pubblico impiego del 28 novembre e, soprattutto, dello sciopero generale previsto a dicembre.

Oltre agli slogan, cartelli e striscioni, la protesta ha visto anche il flash-mob dei ricercatori precari: tanti palloncini rosa liberati in aria a simboleggiare la fuga di cervelli. «Noi non ce ne andiamo – spiega una ricercatrice – siamo qui, vogliamo più tutele, meno precarietà e cerchiamo di portare avanti il nostro lavoro qui in Italia».

Video del flash-mob: https://www.youtube.com/watch?v=0Sr8Fgtmxq8

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