Terremoto in Albania. Almeno 23 vittime e 600 feriti. Si temono decine di vittime sepolte sotto le macerie

Mercoledì 27 Novembre 2019 12:14 Monica Mazzoni
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Alle ore 3:54 del 26 novembre un sisma di magnitudo 6.5 ha colpito l’Albania. La scossa principale, a cui ne sono seguite circa 100 di assestamento, ha avuto l’epicentro tra Shijak e Durazzo, poco lontana dalla costa. Il numero delle vittime è salito a 23. Ieri sera infatti, due delle persone ricoverate sono morte in seguito alle ferite riportate. Si temono purtroppo decine di morti ancora sepolti sotto le macerie. I feriti sono più di 600 e la città di Durazzo è sfigurata per il crollo di innumerevoli edifici. A Tirana, la capitale, la gente è scesa in strada presa dal panico. Tuttoggi la gente è accampata per strada perché si rifiuta per paura di rientrare in casa. Non si è verificato per fortuna alcuno tsunami perché il sisma si è verificato ad una profondità compresa tra 10 e 20 km. Il terremoto ha sgretolato due hotel nella zona balneare vicino a Durazzo, e sono rimaste uccise almeno 5 persone. Altre otto sono rimaste intrappolate tra le macerie di una villetta. Anche il villaggio di Thumana, circa 40 km a nord di Tirana, è stato duramente colpito, diversi edifici sono crollati, ed i morti accertati sono finora 5. A Kurbin un uomo è morto gettandosi nel vuoto dal palazzo in cui abitava nel tentativo di mettersi in salvo. A Durazzo un bambino è stato estratto miracolosamente vivo da un palazzo di cinque piani completamente sgretolato. Il premier Edi Rama ha lanciato un appello “alla calma ed a stare vicini l’uno all’altro per affrontare questo colpo”. Ha poi visitato Thumana incontrando alcune famiglie di sfollati ospitate in tende di fortuna. Molti alberghi di Valona, Durazzo e Kavaja hanno offerto alloggi gratuiti alle vittime del terremoto per scongiurare il rischio che gli sfollati trascorrano l’inverno al freddo. L’Italia si è subito allertata. Oltre al sostegno manifestato dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal Presidente del Consiglio Conte al premier Rama, sono partiti alla volta dell’Albania aerei speciali con a bordo oltre 200 uomini tra squadre di ricerca, unità cinofile e personale medico. L’Unità di Crisi è stata attivata ed al momento non risultano italiani dispersi, feriti o morti. Molti aiuti in queste ore stanno giungendo anche dalla regione confinante del Kosovo.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Novembre 2019 13:37 )