Emendamenti al Cura Italia

Sabato 04 Aprile 2020 18:03 Stefania Parmigiano
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La discussione sulla necessità di prevedere uno scudo penale per gli operatori socio-sanitari, in relazione al loro lavoro

durante l’emergenza Covid-19, ha prodotto la richiesta di emendamenti al decreto legge cosiddetto Cura Italia, in considerazione delle eccezionali difficoltà, della mancanza di attrezzature adeguate, e di insufficienza di personale - quest’ultima aggravata dai contagi degli stessi operatori -.

Gli emendamenti prevederebbero che la responsabilità penale dei medici e degli infermieri sia limitata ai casi di colpa grave e dolo, tenendo conto dello stato d’emergenza e di affanno in cui stanno lavorando.

Tra questi emendamenti se ne sono inseriscono due, a firma PD1 e Lega2, che allargherebbero lo scudo penale ai dirigenti amministrativi.

Entrambi, fondamentalmente, rimandano la responsabilità penale dei dirigenti alla sola colpa grave, e soltanto nel caso sussista una macroscopica e ingiustificata violazione dei principi basilari che regolano i protocolli e tutte le variabili del caso.

Nell’emendamento della Lega - oggi ritirato dal primo firmatario, il senatore Matteo Salvini - si chiariva con maggiore precisione che neanche il non aver fornito dpi e attrezzature in numero sufficiente e adeguato fosse da considerarsi responsabilità del dirigente:

1. Le condotte dei datori di lavoro di operatori sanitari e sociosanitari operanti nell'ambito o a causa dell'emergenza COVID-19, nonché le condotte dei soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria derivante dal contagio non determinano, in caso di danni agli stessi operatori o a terzi, responsabilità personale di ordine penale, civile, contabile e da rivalsa, se giustificate dalla necessità di garantire, sia pure con mezzi e modalità non sempre conformi agli standard di sicurezza, la continuità dell'assistenza sanitaria indifferibile sia in regime ospedaliero che territoriale e domiciliare.

2. Dei danni accertati in relazione alle condotte di cui al comma 1, compresi quelli derivanti dall'insufficienza o inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale, risponde civilmente il solo ente di appartenenza del soggetto operante ferme restando, in caso di dolo, le responsabilità individuali.».

In definitiva, le responsabilità penali dei dirigenti sarebbero state impossibili da determinare, lasciandole in carico ai soli medici.

Ieri i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno invocato a gran voce il ritiro dell’emendamento “che tutela solo i datori di lavoro nei confronti della responsabilità civile e penale, scaricando tutto sulle spalle degli operatori sanitari che pagherebbero questa emergenza tre volte: perché senza dpi mettono a rischio la loro salute, perché non c’è valorizzazione professionale ed economica, perché con questa modifica si troveranno responsabilità civili e penali scaricate sulle spalle. E’ una vergogna, e ci aspettiamo che venga ritirato”.

E così è stato: con un tweet Salvini ha dichiarato: "Tutelare la vita e il lavoro di tutti coloro che sono in prima linea, medici, infermieri, operatori sanitari, dirigenti è e resta il nostro obiettivo. Per questo ritiriamo un emendamento su tutele e responsabilità che si presta a fraintendimenti."

Ora non ci resta che aspettare chiarimenti dal PD.

1http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Emend/1154567/1147049/index.html

2http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/Emendc/1154567/1146138/index.html

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