Cancellare la verità: storie del virus in Cina

Giovedì 21 Luglio 2022 09:43 Luca Vitali Rosati
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Tutti sappiamo che il virus denominato "Covid-19" è comparso per la prima volta in Cina, nei pressi di Wuhan. Eppure pochi, pochissimi, sanno invece che, alcune persone coraggiose cinesi, hanno rischiato la propria vita - e, come vedremo, in alcuni casi fino a perderla - per raccontare la verità, ovvero cosa stava succedendo nel proprio Paese. 

Mi sembra doveroso raccontare brevemente la cronologia di ciascuno di loro, mettendo in evidenza le loro azioni e comportamenti al momento dello scoppio dell'epidemia, nonché la fine che hanno fatto.

Inizio con chi ha dato l'allarme - come l'oftalmologo LI WENLIANG - che lavorava nell'ospedale centrale di Wuhan. Ancje Li è stato uno dei primi a divulgare informazioni sull'epidemia che si stava diffondendo nella sua città. Dopo che egli aveva scritto un messaggio in un gruppo di WeChat, dove confermava sette casi simili di Sars legati al mercato dei frutti di mare di Huanan - messaggio che, poi, si diffuse rapidamente nella rete - a Li era stato rimproverato dalla polizia il fatto di aver diffuso "dicerie" online. Alcuni giorni dopo egli ha contratto il virus mentre visitava un paziente, morendo il 7 febbraio. Li ha lasciato una moglie incinta e un figlio piccolo.

FANG BIN, un commerciante di vestiti a Wuhan, ha filmato, postando poi i suoi video online, le condizioni degli ospedali di Wuhan ci dicono, poco dopo la messa in isolamento della città, (registrando lunghissime code fuori dagli Istituti e anche pazienti in fin di vita), e alcuni episodi significativi, come quello degli otto sacchi - forse - cadaveri ammassati in un furgone davanti ad un ospedale. Fang rsultava scomparso dopo che era stato interrogato dalla polizia sulla produzione dei suoi video.  Oggi leggo su wikipedia che risulta morto nel 9 febbraio 2020

CHEN QIUSHI, un avvocato diventato giornalista indipendente, è arrivato a Wuhan subito dopo che la città era stata messa in isolamento, dichiarando di voler documentare le storie dei residenti della città. In poco più di due settimane, Chen ha pubblicato oltre 100 post sui suoi account Youtube e Twitter (entrambe piattaforme bandite dalla Cina), filmando persone del posto che avevano perso i loro cari e pazienti ammassati lungo le corsie degli ospedali, nonché i cadaveri lasciati in giro nelle strutture sanitarie. Chen è scomparso il 7 febbraio. Risulterebbe oggi in buona salute ma recluso.

Tra gli uomini d'affari, ricordiamo REN ZHIQUIANHG, che attualmente risulta agli arresti domiciliari. Ren pubblicò un articolo, messo poi online, dove criticava le autorità per il modo in cui veniva gestita l'epidemia e per la censura delle informazioni su internet. 

(tutte le fonti sono state reperite da internet/wikipedia).

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Luglio 2022 11:47 )