Il caso Mastrogiovanni a tredici anni dalla morte

Giovedì 04 Agosto 2022 09:34 Luca Vitali Rosati
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Ho letto la storia di Francesco Mastrogiovanni, anarchico morto per un tso (trattamento sanitario obbligatorio) presso l'ospedale di San Luca a Vallo della Lucania. 

Quello che mi ha colpito della sua storia - oltre il trattamento che gli è stato riservato nel reparto psichiatrico, del quale accennerò tra poco - è una sorta di deja vu, poiché io stesso sono stato ricoverato presso un reparto pichiatrico per ben due volte (la prima addirittura per quasi un mese), anche se non era un tso.

E' difficile spiegare ad altre persone, le quali non hanno mai avuto a che fare con simili esperienze, quello che si prova a vivere in quei luoghi; posso però attingere al mio serbatoio memonico, con l'obiettivo di sensibilizzare la gente comune sulle ingiustizie che spesso si concretizzano in questi luoghi.

Io sono stato ricoverato per la prima volta a seguito di un tentativo di suicidio, avvenuto il 5 luglio 2011. In verità, non ricordo il momento esatto del tentativo suicidario, né dei momenti immediatamente successivi. Quello che ricordo bene è il periodo di riabilitazione, fisica e, soprattutto, psicologica; periodo che non avrei superato, senza il supporto delle persone che mi stavano accanto. 

Non fraintendetemi: io non sono stato trattato come Mastrogiovanni (senza cioé contenzione fisica - legato mani e piedi ad un letto - per più di 80 ore consecutive; né privato di cibo e di acqua, trovando poi la morte). Tuttavia le sottili ingiustizie psicologiche, specialmente in un momento di totale debolezza psichica, hanno lasciato un segno nella mia personalità: ferite che saranno molto difficili da rimarginare. 

Siamo aperti ad ascoltare le vostre esperienze.

FONTE (per le norizie di Mastrogiovanni): Wikipedia

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Agosto 2022 10:45 )