La prima manovra economica del governo...

Sabato 10 Dicembre 2022 14:10 Fabrizio Cucchi
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Continua il dibattito sulla prima manovra economica del governo Meloni. Oltre alle contestate norme sui "pos" e sull'uso del contante, si segnala il ritorno dei voucher, strumento "d'elezione" per lo sfruttamento del lavoro ultra-precario e sottopagato. Il bonus per i neo-maggiorenni sull'acquisto di biglietti per teatri, cinema, spettacoli dal vivo, musei concerti e anche per libri, e abbonamenti a periodici, si trasforma in modi che sono ancora da chiarire. L'aumento delle pensioni minime, anche se ci dovesse essere (e in questo momento è ancora dubbio) sarà davvero "risicato". Nessuno parla del salario minimo, tema su cui in passato persino gli organismi europei avrebbero spinto. Si studia invece come alleggerire la cosiddetta "pressione fiscale" sui "soliti noti". Il reddito di cittadinanza, unico strumento -per quanto parziale- per assicurare la sopravvivenza fisica a masse di persone che non possono comunque sperare in un salario, essendo "fuori dal mercato", è destinato quantomeno ad una revisione "al ribasso" dei termini nel quale viene erogato, e questo vuol dire -nella pratica-  la morte per inedia di migliaia di persone. Ma oltre a quello che apertamente "è oggetto di discussione", inquieta in questa manovra "il non detto", ossia le aliquote destinate al sempre crescente budget della difesa, le montagne di denaro destinate al sostegno di questo o quel regime (in primis quello ucraino), e i soldi destinati allo scontro con "il nemico di turno", al momento il Putin (che comunque le sue colpe le ha). E anche la sempre minore somma di denaro che viene destinata alla scienza (soprattutto quando non si vede un ritorno immediato in termini economici), ad un'istruzione di stampo sempre più classista -per non dire "di orizzonti sempre più limitati" - (infatti si parla di "merito", che nel momento presente non può che essere il "merito" di portare soldi nelle tasche dei pescicani di Piazza Affari), ad una sanità che ha dimostrato di essere tragicamente sottodimensionata rispetto alle esigenze di una popolazione in continua crescita e ad un momento storico nel quale è inevitabile fare i conti con epidemie sempre nuove. Anche il patrimonio artistico viene tutelato solo ed esclusivamente in funzione a un ritorno economico (anche qui, nelle tasche dei "soliti noti"), e non si "investe" -se non pochi spiccioli- sullo sviluppo delle arti. La crisi climatica (altro "grande assente" di questo dibattito) ci porta delle sfide che non possono essere affrontate se la volontà rimane quella di far crescere i profitti di pochi, "costi quel che costi". E' difficile essere ottimisti con queste premesse...

L'unica via d'uscita alla tragica situazione presente "è rivedere le priorità". L'arte, l'istruzione, la scienza sono lì per offrici una via d'uscita al tragico tunnel del presente. Ma richiedono "investimenti sostanziosi", evitando che i soldi finiscono nelle tasche dello sciacalletto di turno....

Fabrizio Cucchi

Fonti: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/12/09/manovra-via-bonus-18enni-fondi-a-spettacoli-e-editoria_e0505483-ac63-46ea-814d-c3fffd88e168.html
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/12/07/manovra-meloni-rivendico-le-misure-nessun-lassismo-su-evasione.-ma-i-sindacati-attaccano_c5ab9a74-c327-4107-af6c-9a928fe91ed7.html
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2022/12/08/lega-frena-sulle-pensioni-minime-lirritazione-di-fi_a242468d-691a-41a2-a1a8-870412aef5f8.html

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