Storia sintetica di Lampedusa

Mercoledì 24 Gennaio 2024 10:34 Leonardo Sforza
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Terra di passaggio e di conquista, luogo ameno e ritirato e centro di conflitti, commerci e migrazioni, l'isola di Lampedusa ha una storia antichissima che riflette la storia del Mediterraneo intero e dei popoli che lo hanno attraversato. 

I primi insediamenti sull'isola risalgono all'età neolitica: le prove archeologiche dimostrano che si trattava di villaggi di pescatori provenienti dalla Sicilia e da Pantelleria, che nell'età del bronzo arrivarono a coprire quasi tutta la superficie dell'isola. Furono probabilmente questi i popoli incontrati dai Fenici che colonizzarono l'isola intorno al 1000 a.c., usandola come stazione per il commercio tra la madre patria e Cartagine, e successivamente dai Greci, che vi fondarono una colonia intorno al 500 a.c..
Le Guerre Puniche videro la conquista romana dell'isola, cosa che comportò una grande fioritura per Lampedusa. I romani, infatti, trasformarono l'isola in un centro nevralgico per i collegamenti commerciali e militari nel Mediterraneo, arrivando a costruirvi, in epoca imperiale, un agglomerato urbano di dimensioni notevoli situato nella zona dell'odierno porto. 

Con la caduta dell'impero romano, l'isola cadde in disgrazia: la popolazione venne deportata in Africa da re Genserico dei Vandali nel 439 e Lampedusa rimase praticamente disabitata fino alla riconquista bizantina del 551 e all'inizio delle persecuzioni contro i cristiani condotte dai musulmani dell'Africa del Nord. Furono gli stessi musulmani, intorno al 700, a condurre un altro sterminio della popolazione lampedusana che, nel tempo, condusse a una vera e propria sostituzione etnica: i Saraceni, infatti, impiegarono a lungo l'isola come base per le loro scorribande sulle coste europee e per la conquista della Sicilia (completata nel 902) e un censimento fatto sotto il regno dell'emiro di Sicilia Chbir segnala che intorno all'anno 1000 l'isola contasse una popolazione inferiore a mille persone di etnie differenti ma di religione musulmana. 

Con la conquista Normanna della Sicilia (1127), Lampedusa conobbe un nuovo momento di decrescita della popolazione. Non sappiamo precisamente quanto veloce fosse questa decrescita, ma essa è provata da due testimonianze: la prima è quella di Jean de Joinville, cronista di Luigi IX di Francia che sbarcò sull'isola a seguito del suo re nel 1254, e che segnala la presenza di un solo eremita. La seconda è un documento del 1436, in cui Alfonso V d'Aragona, re di Napoli, concede l'isola a Giovanni de Caro (barone di Montechiaro) con l'ordine di fare un tentativo di colonizzazione dell'isola, e in cui si sostiene che essa sia completamente disabitata. I De Caro colonizzarono effettivamente l'isola e vi costruirono una fortezza, ma furono scacciati dagli Ottomani nel 1565, che diedero inizio a un nuovo periodo in cui Lampedusa rimase completamente disabitata. 

Nonostante il conferimento del titolo di Principi di Lampedusa alla famiglia Tomasi, l'isola rimase disabitata fino al 1712. Quell'anno essa divenne luogo dell'eremitaggio del frate francese Padre Clément, che vi abitò in solitaria almeno fino al 1739 e quasi certamente vi morì.  Nel 1764 l'ambasciata francese di Malta stabilì una colonia sull'isola. Per evitare la colonizzazione francese, il Principe Tomasi si propose di vendere l'isola al Regno di Napoli. Tale proposito fu un buco nell'acqua: nonostante diverse spedizioni esplorative (nel 1765 e nel 1770), l'isola non venne mai acquistata. Nel 1800, dunque, la famiglia Tomasi concesse a Salvatore Gatt la possibilità di stabilire una colonia sull'isola. 

L'acquisto dell'isola da parte del Re di Napoli avverrà solo nel 1843, anno in cui vi sbarcherà Bernardo Sanvisente, primo governatore di Lampedusa. Sanvisente cominciò un opera di restaurazione dell'isola utilizzando tutto ciò che era rimasto dalle passare colonizzazioni (il porto, un castello, grotte, chiese e santuari) e garantendo una grande crescita per il commercio e la popolazione di Lampedusa. Nel 1847 Lampedusa contava 700 abitanti e un fiorente centro cittadino che basava la sua economia sul commercio e sulla pesca. 
Con i moti del 1848, però, Sanvisente venne arrestato in quanto al servizio dei Borboni e molti dei coloni che lo avevano seguito lasciarono l'isola. Si tratta dell'inizio di una nuova fase di declino: Sanvisente verrà nuovamente nominato governatore nel 1850, ma nel 1854 sarà destituito con accuse di mala gestione. La sua partenza dall'isola, assieme alle crescenti difficoltà e all'abbandono da parte delle autorità statali, convinsero definitivamente la popolazione a lasciare Lampedusa. 

Sarà questa Lampedusa semi-deserta ad essere annessa al Regno d'Italia, a seguito della spedizione dei Mille del 1860, e trasformata in colonia penale nel 1872. In tale colonia i detenuti vivevano in uno stato di semi-libertà e potevano gestire traffici ed attività. Ciò comportò una nuova crescita economica e demografica, soprattutto grazie alla scoperta, nel 1887, di un enorme banco di spugne sulle coste dell'isola, capace di attirare mercanti da tutto il Mediterraneo e oltre. 

Lo stato di colonia penale rimarrà effettivo fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando Lampedusa venne ampiamente fortificata per essere impiegata come base delle operaioni nel Mediterraneo. Nel 1943 il Regno d'Italia contava circa 4.000 militari stazionati sull'isola, i quali riuscirono in un primo momento a resistere agli attacchi degli alleati, ma capitolarono il 12 giugno di quell'anno di fronte alle forze schiaccianti degli americani e degli inglesi. Una volta conquistata l'isola, furono questi ultimi ad utilizzarla come base per l'invasione della Sicilia. 

Nel dopoguerra Lampedusa si sviluppò molto più lentamente del resto del paese, venendo praticamente abbandonata dalle istituzioni: per prendere qualche esempio, la prima centrale elettrice sull'isola venne inagurata nel 1951, la prima linea telefonica nel 1967, e si dovrà aspettare fino al 1975 per la costruzione di una scuola e di un ospedale moderni. 
Nel frattempo, Lampedusa prendeva, nel bene e nel male, un nuovo ruolo all'interno delle dinamiche globali del dopoguerra. Essa diventò innanzitutto una meta del turismo di massa, che modificò radicalmente l'urbanistica dell'isola per via della costruzione di infrastrutture, hotel e attività destinate a soddisfare questo nuovo mercate. Ma dall'altro lato l'isola trovò un ruolo anche nelle questioni internazionali: nel 1986 il colonnello Gheddafi lanciò due missili contro la base americana di Lampedusa, in ritorsione contro il bombardamento di Tripoli condotto dagli USA nello stesso anno. I missili non fecero vittime, ma grazie a tale attacco (il primo in territorio europeo dopo la seconda guerra mondiale) Lampedusa finì sulle pagine dei giornali internazionali e venne conosciuta in tutta Italia e in europa, alimentando il già crescente fenomeno del turismo. 

Sarà tra gli anni '90 e l'inizio del 2000 che Lampedusa assumerà l'aspetto per cui è più nota oggi: quello di centro delle migrazioni e di "Porta d'Europa" (come è intitolata la scultura di Mimmo Paladino, inagurata nel 2008). Parlare di questo aspetto esula dal tentativo che abbiamo portato avanti con questo articolo: si tratta di una vicenda fatta di tragedie e di solidarietà, di ferite ancora aperte, di ingiustizie e di sangue, e che non possiamo affrontare qui. 
Fare ricerca per questo articolo, però, ci ha permesso di osservare una storia millenaria che è una storia di incohtri e di scontri tra popolazioni, tra etnie e tra credenze. Per amor di sintesi abbiamo dovuto tagliare molti avvenimenti e molte riflessioni, ma vorremmo sottolineare il fatto che la storia di Lampedusa è come attraversata da un filo rosso: quello dello scambio continiuo, non necessariamente pacifico, che la fa assurgere a simbolo del Mediterraneo intero: patria di molti popoli e di nessuno, luogo fiorente e talvolta abbandonato, Un luogo d'origine contraddittorio e combattuto, da cui proviene la nostra stessa identità. 

Fonte: A. Taranto, Brève Histoire de Lampedusa, Grafica Elettronica Srl, Napoli 2017.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Gennaio 2024 17:30 )