RICORDI - Emotovità sommersa

Lunedì 15 Luglio 2024 18:27 Luca Vitali Rosati
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LUGLIO 2024 - Emotività sommersa
(REMINESCENZE)

 

Con questo articolo inizio una personale rubrica, a mò di diario, dell'emotività del passato, del presente e del futiro, come analisi del mio "essere sociale".

La situazione attuale mi pone un confronto: questo perché gli avvenimenti che si sono susseguiti in questo periodo, bisognano di uno sfogo, proprio per la potenza emotiva che esprimono.

Sotto un sole cocente, zanzare assetate di sangue, voci perpetue che attaccano da ogni lato, io provo reminiscenze, oramai lontane temporalmente, ma non nel senso letterario del termine, poiché vicinissime allo stato emotivo di oggi.
La cosa sconvolgente è la similarità dei due periodi; di alcuni dettagli di essi, seppur siano passati tredici anni...
Certo, allora la mia situazione era tale che non scrivevo nemmeno più; né avevo la forza e la concentrazione di fare alcuna cosa, oltreché dormire, mangiare e bere, talvolta lavarmi. Forse, proprio  per la mancanza della scrittura non avevo più speranza, nessuna ragione di vita. Oggi ho acquisito strumenti di difesa personale, esperienza, studi, relazioni interpersonali importantissime: tutte cose che m'hanno fatto crescere molto, sia intellettivamente che come essere umano.
Tuttavia, come già accennato, alcuni "dettagli" sono simili, se non identici: Il primo che mi viene in mente è il recalcitrare dalla società, se non uscire solamente per le cose basilari, come per esempio comprare le sigarette, o le visite mediche a S.Rosa – per incontrare psichiatra ed educatore, fare il depot, e poco altro. La soluzione potrebbe apparire semplice; eppure, osservando la mia vita, ho sempre avuto dei periodi ove l'inerzia mi portava ad isolarmi – principalmente nei mesi di ottobre – novembre e quelli, appunto, estivi. Inoltre, al fattore psichico, si aggiunge quello fisico/climatico: fin da bambino soffro il caldo in modo folle, ben oltre la normalità.

Nonostante tutto questo il problema di fondo è differente, poiché il caldo, l'isolamento, ecc. non giustificano una salute mentale così precaria. Infatti, considerando la mia ipersensibilità, e aggiungendo le maledette voci, sotto forma di persecuzione, sono la vera causa del mio attuale malessere; e, unito a queste, il fatto di non essere creduto sulla loro origine. Io so sicuramente che queste provengono da persone in carne ed ossa, che sono reali; ma nessuno di quelli che conosco (familiari, amici, ecc.) mi crede, credendo invece che sono frutto della mia malattia psichica. E la cosa paradossale sta nel fatto che non li biasimo; che anch'io, al loro posto, crederei a dispercezioni, frutto dell'immaginazione.
Spero soltanto che le ingiurie, parolacce e via dicendo che sento ogni giorno non creeranno in me un odio cotanto smodato da rispondere, invece che trattarle come si meritano, cioè con l'indifferenza.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Luglio 2024 10:38 )