Fabbrica Europa raggiunge “la maggiore età” (XIX edizione) scegliendo come tema, quest’anno, Art Mobility. Una riflessione “per aiutare a pensare al futuro”, con l’obiettivo di “dar vita a una vera e propria mappa del contemporaneo tesa ad allargare l’azione culturale e a coinvolgere oltre al già numeroso pubblico del festival anche i cittadini solitamente distanti dai linguaggi artistici”. Perché “art mobility” non è solo l’arte che scende sulla strada (e avremo pure l’opportunità d’incontrarla, nei dieci giorni del festival): è anche un invito “ad arrangiarsi, a cominciare a trovare risorse fuori dal giro”.
Si apre giovedì 3 maggio, con un evento di altissimo rilievo, realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro della Pergola: Wim Vandekeybus torna per la terza volta a “Fabbrica Europa”, con lo spettacolo in prima nazionale “Oedipus/Bet Noir”. Il ricco programma terminerà il 13 maggio con “Four. A night with John Cage”, quadruplo incontro in musica e video per festeggiare il centenario della nascita del rivoluzionario compositore. Nel mezzo, una serie di eventi ospitati, oltre che alla Stazione Leopolda e alla Pergola, anche alla Strozzina, all’Istituto Francese, Cango e Le Murate. Il programma completo è pubblicato online sul sito di Fabbrica Europa: http://fabbricaeuropa.ffeac.org/calendario_2012.page
Quest’apertura verso spazi ulteriori (inclusa anche la strada, con una serie di performance “ai semafori”) conferma l’impegno del Comune di Firenze per creare un vero “sistema-città”, da opporre alla frammentazione in corso del contemporaneo. Questa “fabbrica delle idee” aiuterà Firenze a superare quelle accuse di “provincialismo” che ancora gravitano sulla sua amministrazione culturale? La risposta non è così immediata, ma è anche certo che festival come questo rappresentano un enorme passo avanti sulla più giusta strada: resterà al pubblico e ai visitatori il compito di garantirne l’efficacia.
Per DEApress, Simone Rebora
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