Artisti cinesi alle Giubbe rosse

Venerdì 26 Luglio 2013 10:39 Giusi Giovinazzo
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''SENZA TITOLO''
VISIONI DA ORIENTE
MOSTRA
DI
PITTURA E SCULTURA
DELL'ASSOCIAZIONE ARTISTI CINESI IN ITALIA
 
“Sembra camminare nell'aria come in quelle pitture cinesi dove non c'è il suolo”. La citazione appartiene a uno storico francese dell'800, che descriveva il rapporto tra geografia e storia. La similitudine con l'iconografia eterea e sfumata della Cina gli serviva per dare l'idea della sospensione, della mancata aderenza col terreno, della mancata contestualizzazione geografica di una narrazione storica.
Le arti figurative della patria del Comunismo si caratterizzano per la sostanziale continuità di stile attraverso i secoli, e ciò è spiegabile con la densissima base culturale che possiamo riportare alla tradizione confuciana della venerazione del maestro, alla cosmologia taoista e all'armonia con la natura. Una svolta si può rintracciare dopo il crollo della dinastia Qing, una fase in cui si evidenzia un importante distacco dal modo tradizionale di comporre opere d'arte, con l'importazione anche di tecniche europee.
Nella cornice suggestiva di un celebre caffè letterario come le Giubbe Rosse, in Piazza della Repubblica a Firenze, inaugurato nel 1896, viene allestita questa scìa di creatività adiacente al Sol Levante.
Il club che ospitava gli incontri di artisti, poeti e scrittori del '900, dai Vociani, ai Futuristi, agli scrittori di Solaria, alla corrente dell'ermetismo. 
Eccovi alcune foto scattate da Silvana Grippi.
Questo arredamento provvisorio accoglie paesaggi, volti non definiti e figure umane che sfumano nel tutto paesaggistico, come avvolte in una fitta nebbia di una serata autunnale, in quella lentezza, in quel passo adagio e dagli orizzonti non precisati. La pittura riproduce lo spirito di quelle terre, semplice nella sua essenza ma allo stesso tempo denso, complesso. Una poetica che sa stimolare la riflessione e l'abbandono degli schemi, tracciando del vuoto sulla tela, un non-riempito che lo sguardo dovrà imprimere di senso. Uno spazio, una e centomila possibilità le quali, come un prato in fiore, sbocciano al germogliare del sentimento estetico, della sospensione del giudizio, direbbe Kant. Un vuoto che accenna le figure.
Arricchiscono l'esposizione anche raffinate ed eleganti decorazioni su un set di porcellandallo sfondo bianco e dai dettagli color blu.
 

 

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FOTO DI: SILVANA GRIPPI

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2015 12:43 )