Sapere oggi chi è Luigi Di Sarro in una nazione che culturalmente non ricorda, rimuove e soprattutto non degna del presente la memoria, non è cosa da tutti. Pertanto chi si sente poco colto perchè non conosce a Di Sarro può stare tranquillo! Adesso però, dopo che Carla Chucchiarelli, con passione e ardore si è premurata di dedicargli un libro che s'intitola Quella notte a Roma edito da Iacobelli di Roma. Bene, premessa fatta ed ora fiondiamoci a scoprire la folle esistenza di Di Sarro. Pittore, profondo conoscitore del travaglio creativo, Di Sarro ha sempre cercato in un'arte contemporanea, di dare un contributo importante, figurativo e soprattutto positivo di una visione altamente astratta del divenire temporale. Di Sarro, temporalmente attento al divenire, ferma i suoi personaggi della follia creativa, su tele, su cartoni e crea incisioni, quadri, astratti. Sarà poi per questo che di contro esercitava il pià nobile e normale lavoro di medico e anche in questo campo, è alquanto unico poichè si dedica ad una terapia fino ad allora (parliamo degli anni settanta) non usata come l'agopuntura. Insomma Di Sarro è un futuro nel senso creativo ma un inconsueto posto di blocco, due carabinieri senza divisa, lo fermarono, lo spararono, involontariamente? Forse si, perchè pensarono che Di Sarro, nella sua Porche notturna, non si fosse fermato al posto di blocco e doveva essere un delinquente comune, forse un terrorista. Così, come in un film dove non c'è redenzione, Luigi Di Sarro lascia il passaggio terrestre e lascia una bella memoria di se, della sua vita, della sua creatività. Per questo è bello leggere il libro della Cucchiarelli (160 pag. €14,50) che è storia e passione per le storie, narrata con amore si ma anche con lo stomaco che si muove con grande determinazione per non nascondere il sapore della ruvida vita.