World Press Photo 2013

Lunedì 09 Dicembre 2013 17:33 Elena Davitti
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WORLD PRESS PHOTO 2013

In occasione del Law and Rights Forum, fino al 22 dicembre Dublino ospita il World Press Photo. L’esposizione raccoglie le fotografie del contest 2013 scelte tra quasi seimila immagini provenienti da 124 paesi.

Ci siamo battuti con i nostri obiettivi al fine di generare un pubblico interesse e di far apprezzare il nostro lavoro di fotografi come libera attività di scambio e circolazione di informazioni perché crediamo fermamente nel potere visuale del giornalismo come fonte di ispirazione e di cambiamento”.

Con queste parole, i fotografi del World Press Photo Contest 2013 ci conducono ad esplorare un mondo raccontato attraverso immagini, attraverso scatti durati solo istante ma che, dall’altra parte dell’obiettivo, svelano frammenti di vita, storie di uomini, donne, bambini che abitano il mondo come noi, che hanno gli stessi nostri sogni e speranze. La differenza? I luoghi in cui questi uomini, donne e bambini sono nati.

Israele, Palestina, Siria, Turchia; paesi che si trovano appena aldilà del Mediterraneo, ma che quotidianamente si ritrovano stretti nella morsa di un conflitto interno che sembra non avere fine.

Una scritta all’entrata informa i visitatori: “this exhibition contains some disturbing images”.

Immagini forti, d’impatto; immagini che si impongono alla nostra vista, volti che gridano un pianto muto, sguardi che mai dimenticheranno il ricordo di quel giorno.

Sono un fotografo ma prima di tutto sono un essere umano; trovandomi lì cerco di entrare in contatto con quella gente, di avvicinarmi alla loro realtà, di capire la particolarità dei luoghi che abitano. Non penso mai a fare una buona fotografia, il click della macchina fotografica arriva ancor prima che il pensiero possa arrivare alla mia mente. In quel momento sentivo la necessità di stare vicino a quella gente. La processione si faceva strada in una stretta viuzza, ricordo l’odore nauseante, l’aria appiccicosa. Piangevo”

Così Paul Hansen, vincitore del World Press Photo commenta la sua fotografia.

Quella del fotografo svedese è una testimonianza diretta, di chi a visto con i propri occhi, di chi ha deciso di dare voce a quei corpi, a quei volti.

Le nove categorie presentare in questa ultima edizione –spot news, general news, sport actions, sport feauture, contemporary issues, daily life, observed and staged portraits, nature- ci descrivono un mondo, il nostro, fatto di popoli, realtà, momenti custoditi in una pellicola che è in grado di rivelarci molto di più di una notizia scritta o ascoltata.

Siamo individui sensibili, percepiamo emozioni, stabiliamo contatti; nelle nostre menti si muovono pensieri. E allora, fermiamoci un attimo e rimaniamo in silenzio ad ascoltare quello che questi uomini e donne hanno da dirci.

Paul Hansen/Dagens Nyheter, 20 Novembre 2012, Gaza City, Palestina

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I corpi del piccolo Suhnaid Hijazi e di suo fratello Muhammad, due e quattro anni, sono portati in braccio dagli zii. I due fratellini sono rimasti vittime di un attacco israeliano durante il quale è stato ucciso anche il padre e gravemente ferita la madre.

Israele ha lanciato una prima offensiva militare il 14 novembre in risposta alla presenza dei gruppi militanti di Gaza. Le truppe israeliane hanno prima colpito target ritenuti strategicamente importanti; successivamente l’attacco si è esteso fino a comprendere aree residenziali sospette. All’indomani del cessato il fuoco si stimano 150 vittime, di cui 103 civili e 30 bambini.

Fabio Bucciarelli/Agence France Presse, 10 Ottobre 2012, Aleppo, Siria

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La cittadina di Apollo è stata al centro degli scontri contro il regime del Presidente Bashar al-Assad. Le truppe del fronte ribelle e le forze governative considerano il controllo della città strategicamente importante. In un primo momento il FSA ha preso il controllo di parte della cittadina ma nei mesi successivi il governo ne ha ripreso il comando limitandone il successo. Le truppe militari hanno preso il controllo di gran parte della città mentre i ribelli sono stati constretti a ritirarsi a Sud

Rodrigo Abd/The Associated Press, 10 Marzo 2012, Idlib, Siria

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Aida piange la morte del marito e dei suoi due figli uccisi durante i bombardamenti delle truppe militari siriane.

Sul suo volto le ferite dell’attacco, il suo sguardo lucido di lacrime, custodisce il ricordo tragico e indelebile di quel momento.

Wei Seng Chen/Malaysia, 12 Febbraio 2012, West Sumatra, Indonesia

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Un concorrente taglia il traguardo della corsa dei tori a Batu Sangkar. Durante la gara i concorrenti gareggiano a piedi nudi tenendo per la coda due tori orientandone la direzione. I vincitori sono nominati considerando l’abilità di guidare i due animali in linea retta. Da 400 anni, a febbraio di ogni anno 600 tori e più di 50 contadini partecipano alla corsa nelle antiche risaie di Pacu Jawi.

Emilio Morenatti/The Associated Press, 29 Marzo 2012, Barcelona

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Il volto di Mireia Arnau, 39 anni, traspare dalla vetrina del suo negozio frantumata durante gli scontri tra polizia e manifestanti nella giornata di sciopero generale a Barcellona.

Durante lo sciopero, proclamato in segno di protesta alle riforme del lavoro indette dal governo, alcuni dimostranti hanno reagito lanciando pietre contro le vetrine dei negozi.

La disoccupazione in Spagna raggiunge un tasso oltre il 24%, uno dei più alti in Europa.

Nemanja Pančić/ Kurir, 27 February 2012, Belgrade, Serbia

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Milan, quattro anni, ha lasciato l’ospedale il 27 febbraio, tre mesi dopo essere sopravvissuto ad un suicidio familiare in cui la madre e il padre hanno perso la vita. I tre sono saltati da un balcone al sesto piano. Troppi i debiti, troppe le difficoltà finanziarie per avere ancora una speranza nel domani.

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Dicembre 2013 19:10 )