Rodolfo Siviero: genio e controgenio

Domenica 27 Aprile 2014 20:04 Marco Ranaldi
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Che incredibile operetta è l'Italia che oggi, dopo tanto ma tanto tempo, si accorge che fra tanti mangiacrauti, fascistelli di specie bassa e tutta una serie di personaggi alquanto loschi, c'era chi operava per provare a salvare una parte di quella cultura dell'arte che è così invidiata dall'estero colto e così poco compresa dall'italico non sense d'intellettuali un pò sgallettati e sfigati. Va bè! Fortuna che una signora ricercatrice come Francesca Bottari ha deciso di far conoscere alla smemorata Italia intellettuale, la figura incredibile di Rodolfo Siviero, quasi un personaggio della letteratura sovietica. Siviero è stato uno storico dell'arte ed un intellettuale che, muovendosi fra fascismo e democrazia cristiana, fra santo stato e partito comunista, si fa la sua personale storia, amante dell'arte, delle immagini che hanno fatto la storia del mondo dell'anima narrata e pittata. Rodolfo Siviero per certi versi, non sembra neanche essere italiano dell'Italia fra fascismo e dc. Eppure è grazie a lui che tanta arte rubata dai nazisti e dai russi, è poi tornata nei nostri musei che oggi ne fanno vanto senza ricordare chi ha speso la propria vita ad ostacolare perversi intrighi di brama di possessione. Il libro della Bottari Rodolfo Siviero. Avventure e recuperi del più grande agente segreto dell'arte (Castelvecchi 250 pagine) è bello, forse un poco ripetitivo ma si legge con gran piacere. Esce fuori un personaggio unico, toscano, forte, fiorentino innamorato della sua terra e combattente nato, forse ambiguo ma certamente utile alla causa. Causa che ha visto veramente pochissime persone che si adoprarono, fra bombe e tradimenti e fucilazioni varie, a salvare i vari Piero della Francesca, Raffaello e così via. Ed oggi, grazie alla Bottari e al film fi Clooney Monument Man, si riparla di chi ha sottratto l'arte a morte certa, sicuri che prima o poi, nel grande vuoto delle storie importanti, questa di Siviero possa assurgere ai livelli alti che merita, come Francesca Bottari.

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