MOSTRE DA NON PERDERE NEL 2015

Giovedì 15 Gennaio 2015 17:51 jonathan di bari
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MOSTRE DA NON PERDERE NEL 2015

Vi propongo un vademecum, che penso possa essere utile, per districarsi meglio, nella massiccia offerta proposta, dai vari musei italiani, con particolare attenzione alla Toscana.

FIRENZE:All’interno della consueta iniziativa, arrivata quest’anno alla decima edizione, promossa dal polo museale fiorentino, Un anno ad arte 2015, parte con: Gherardo delle Notti – Quadri bizzarrissimi e cene allegre” 10 febbraio – 24 maggio – Galleria degli Uffizi: Prima monografica dedicata a questo particolare artista di Utrecht, la mostra ruoterà attorno a una quarantina di dipinti, tutti realizzati nel secondo decennio del XVII Secolo, affiancati, a titolo di confronto, con le ultime tele olandesi e con quelle di altri maestri suoi contemporanei attivi in Italia. Il Bargello ospiterà, dal 20 marzo al 21 giugno “Il Medioevo in viaggio”, mostra documentaria sulle ragioni e le modalità dei viaggi in quei secoli. Saranno visibili: carte geografiche, indumenti e attrezzature da viaggio quali borse, bastoni e calzari, scarselle, lettere di cambio, portamonete, selle decorate e altro.“L’arte di Francesco”, che la Galleria dell’ Accademia ospiterà dal 30 marzo all’11 ottobre. Realizzata in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, la mostra documenta la produzione artistica di matrice francescana e racconta l’opera evangelizzatrice dell’Ordine in Asia Orientale fra Duecento e Quattrocento. Fra gli artisti presenti, Nicola Pisano, Giunta Pisano, Andrea Della Robbia, il Maestro dei Crocifissi. Dal 9 giungo all’11 ottobre 2015 il Museo degli Argenti presenterà “Lapislazzuli. La magia del blu”. Prima mostra dedicata a questa preziosa roccia, risultato di un “impasto” di diversi minerali. Partendo dai manufatti delle collezioni medicee, quali coppe, vasi e anfore, l’esposizione ripercorrerà l’utilizzo dei lapislazzuli attraverso i secoli, fino alla sua versione sintetica ideata da Yves Klein nel 1956. Monografica dedicata aPiero di Cosimo Pittore “fiorentino” eccentrico fra Rinascimento e Maniera”,alla Galleria degli Uffizi dal 23 giugno al 27 settembre. Una figura ancora oggi poco conosciuta, ma tra i più talentuosi esponenti dell’ultimo Quattrocento fiorentino, per la quale la mostra degli Uffizi, in collaborazione con la National Gallery di Washington, potrà segnare l’inizio di un percorso di studio e riscoperta. Sarà Carlo Dolci”, invece, il protagonista della monografica ospitata alla Galleria Palatina da 30 giugno al 15 novembre. Mostra che si inserisce, nell’ambito delle iniziative, proposte a celebrare i 150 di Firenze capitale “I doni e le collezioni del Re”19 novembre – 3 aprile 2016 Galleria D’arte moderna, nella quale verranno esposte opere d’arte e arredi acquisiti da Re Vittorio Emanuele II per la reggia di Palazzo Pitti. Un'altra mostra monografica Carlo Portelli. Pittore di pregio” (14 dicembre – 17 aprile 2016) Galleria dell’accademia. Un artista ancora una volta poco noto al grande pubblico, ma meritevole d’attenzione per il suo stile che guarda a Rosso Fiorentino. Circa cinquanta fra dipinti, disegni e documenti ne tracceranno la figura di alto esponente del secondo Cinquecento toscano.

- Palazzo Strozzi- “Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico” 14 marzo-21 giugno 2015. A cura di: Jens Daehner e Kenneth Lapatin La mostra illustra, attraverso l’esposizione di eccezionali esempi di sculture bronzee di grandi dimensioni, lo sviluppo dell’arte nell’Età Ellenistica, diffusa dalla Grecia in tutto il Mediterraneo fra il IV ed il I secolo a.C. L’utilizzo del bronzo, grazie alle sue qualità specifiche, permise di raggiungere livelli inediti di dinamismo nelle statue a figura intera e di naturalismo nei ritratti, in cui l’espressione psicologica divenne un marchio stilistico. Grazie alla collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, con la National Gallery of Art di Washington e con il contributo di Bank of America, la mostra vede riuniti reperti provenienti dai più importanti musei archeologici internazionali: le statue monumentali di divinità, atleti e condottieri saranno affiancate ai ritratti dei personaggi di potere, insieme a sculture di marmo e di pietra, scelte per il loro rapporto mimetico col bronzo. La mostra che si apre ad autunno è Bellezza divina. Arte sacra da Gauguin a Fontana” 26 settembre 2015-24 gennaio 2016 A cura di: Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi, Carlo Sisi.
L’esposizione analizza e contestualizza quasi un secolo di arte sacra moderna, dagli anni Ottanta dell’Ottocento, quando le espressioni artistiche più aggiornate sono incoraggiate dalla Chiesa, fino all’Anno santo 1950, in occasione del quale eventi espositivi di livello internazionale danno adito a riflessioni sui decenni appena trascorsi. Opere celebri studiate da un punto di vista inedito sono presentate accanto ad altre di artisti oggi meno noti, il cui lavoro ha tuttavia contribuito a determinare il complesso panorama dell’arte moderna, non solo sacra.
Il percorso espositivo propone una panoramica dei migliori esempi artistici nati nel contesto italiano e internazionale, sottolineandone il dialogo e le relazioni: opere di artisti italiani quali Morelli, Previati, Chini, Casorati, Wildt, Guttuso, Fontana, sono affiancate da lavori di Gauguin, Van Gogh, Millet, Munch, Rodin, Picasso, Max Ernst, Rouault, Dix, Max Beckmann.

Sbarcano a Firenze due star dell’arte contemporanea. Tra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti, dal 26 settembre al 4 ottobre sarà la volta, con una sua retrospettiva di “Jeff Koons” artista americano tra i più celebri pagati e osannati al mondo, l’altra retrospettiva presenta le opere di un altro artista molto in voga il britannico “Antony Gormley” le sue opere saranno ospitate al Forte Belvederedal 25 Aprile.

Mostra degli Arazzi con inaugurazione a Roma in febbraio al Quirinale. I venti arazzi con la storia di Giuseppe su disegni del Pontormo e del Bronzino torneranno a Firenze a settembre e per la prima volta il salone dei Duecento tornerà ad essere rivestito dagli arazzi biblici come nel 16esimo secolo. La mostra coinciderà con l’inaugurazione di Expo e sarà presentata a Palazzo Reale di Milano.

PISA: Al Palazzo Blu sarà in scena un’importante celebrazione del centenario della grande guerra. “I segni della guerra”dove saranno presenti: vari documenti, cimeli, fotografie e lettere dal fronte ecc... Da marzo a luglio.

 

LUCCA:Signorini, Fattori, Lega e i macchiaioli del caffè Michelangiolo, ribelli si nasce” dal 21 novembre 2014 al 6 aprile 2015 Museo di arte contemporanea di Lucca I giovani ribelli che hanno segnato l'Ottocento toscano – spesso con gli scritti – ma soprattutto con la pittura, intendevano affermare il loro credo estetico con le opere e, a dispetto di una contemporaneità che non li apprezzava e forse allora li compativa, hanno continuato a lavorare nel tentativo di rieducare una società viziata dai preconcetti accademici e da una produzione commerciale che vedeva nell'arte soltanto materiale di arredo per le case della nuova borghesia. Ribelli si nasce quindi, per impeto, per passione, ma anche e soprattutto per un effetto della ragione.  Questi artisti, dopo aver intuito in maniera limpida la visione della realtà, hanno saputo restituirla attraverso sottilissime reazioni che dichiarano una lungimirante modernità. Ecco perché alcuni capolavori di quel periodo si possono rileggere oggi in chiave moderna quale espressione di uno stato lirico che indaga il colore e la forma, nell'universo pittorico di una rappresentazione dove ogni dettaglio è indispensabile alla sua continuità nel tempo. La rappresentazione di un 'tempo sospeso' è il segno concettuale che diventa il tema conduttore di gran parte della pittura dell'Ottocento, anticipando quindi la grande svolta che la psicanalisi darà poi al linguaggio del Novecento nell'esplorazione di temi più consoni all'introspezione dell'individuo. Ma qui, è ancora il gusto poetico del paesaggio e della figura a determinare il filo rosso che unisce i poli di una pittura che vuole rappresentare – al di là dell'aneddoto –  il percorso della vita quotidiana e il suo procedere lirico.  Ecco perché la panoramica sull’arte toscana dell’Ottocento che emerge da tale osservatorio privilegiato non include solo i macchiaioli, e tra questi non esclusivamente Silvestro Lega e Giovanni Fattori, ma anche Cristiano Banti, Giuseppe Abbati, Luigi Bechi, Giovanni Boldini, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Vito D'Ancona, Cesare Ciani, Nico Costa, e la famiglia Tommasi con Adolfo, Angiolo e Lodovico, artefici di un rinnovamento pittorico che apre le istanze al linguaggio del Novecento. Certo tutte le opere di questi artisti riflettono ancora lo scandire del tempo e la sacralità di una lentezza antica di giornate trascorse all’interno di stanze borghesi e all’aperto nei giardini; una lentezza che racconta il percorso di un processo rispettoso della condizione umana dell'esistenza. Un ‘clima’ di vita che entra nei luoghi e li illumina non soltanto di luce, ma soprattutto di elementi narrativi ricchi di stati d’animo e di emozioni intime. 

FORLI’:Musei di San Domenico dal 1 Febbraio al 14 di giugno “Boldini lo spettacolo della modernità” Mostra completamente dedicata all’artista ferrarese.

FERRARA: Al Palazzo dei Diamanti dal 19 Aprile al 19 di Luglio “La rosa di fuoco la Barcellona di Picasso e Gaudì” Effervescente e ammaliante, estrosa e ribelle, Barcellona all’inizio del Novecento era “la rosa di fuoco”. Un fervore nuovo infiammava la scena artistica e culturale, dove spiccavano gli astri di Picasso e Gaudí, sullo sfondo di una rovente tensione sociale che alimentava conflitti e attentati.
A siglare l’ascesa di Barcellona era stata l’Esposizione Universale del 1888, che celebrava lo sviluppo economico e urbanistico della capitale catalana e contribuiva a diffondere idee di rinnovamento e di modernità sul modello della Parigi Art Nouveau e di altre città europee. Una schiera di talenti diede allora vita a una straordinaria fioritura in campo artistico, architettonico, musicale e letterario, cambiando il volto della città. A Barcellona il giorno continuava la notte e la vita culturale esplodeva come un fuoco d’artificio nell’eccentrico clima della fin de siècle. Forti conflitti sociali accompagnavano, però, questa crescita culturale ed economica, culminando nel 1909 nella cosiddetta “settimana tragica”, segnata da violenti scontri tra esercito e popolazione, che decretò la fine di questa stagione irripetibile. La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí racconterà di questi anni fecondi e inquieti e della colorata, sanguigna fucina di artisti che li animò, lasciando un’impronta profonda nella storia dell’arte del Novecento. Le invenzioni di Lluís Domènech e soprattutto di Gaudí, visionario innovatore delle forme architettoniche e del design d’interni, si avvicenderanno ai capolavori dei protagonisti della pittura e scultura catalana, come Ramon Casas, Santiago Rusiñol, Hermenegildo Anglada Camarasa, Isidre Nonell, Juli González e il giovane Picasso, che mettono in scena con stili differenti un’istantanea della vita moderna, dall’atmosfera scintillante e bohemien dei caffè e dei ritrovi notturni, alle effigi di prostitute, gitane e miserabili virate in blu, toccanti icone della solitudine che il progresso si lasciava dietro. Un caleidoscopio di dipinti, opere grafiche, gioielli, sculture, modelli architettonici e teatrali testimonierà come tutte le arti siano state percorse dal medesimo fuoco di rinnovamento.

RAVENNA: Al Mar,dal 22 Febbraio al 14 giugno, “Il bel paese. L’Italia dal risorgimento alla grande guerra. Dai Macchiaioli ai Futuristi” come recita il titolo dell'esposizione,intende restituire, infatti, attraverso diverse sezioni tematiche, la rappresentazione del 'paesaggio' italiano inteso in tutti i suoi aspetti,  offrendo anche  un palinsesto della società e della cultura dalle premesse dell'Unità alla partecipazione al primo conflitto mondiale, di cui cade il centenario proprio nel 2015. Il tessuto straordinario della realtà geografica e storica italiana, fatto di intrecci e sedimentazioni di testimonianze culturali dove anche la natura è espressione dell’antropizzazione rimane sostanzialmente inalterato fino all'avvio della modernizzazione del Paese con il passaggio da un’economia rurale all’industrializzazione e ai suoi nuovi processi produttivi. La mostra offrirà dunque una sequenza di documenti pittorici  delle straordinarie bellezze paesaggistiche italiane, e insieme spaccati  di  vita quotidiana  come specchio di  diverse condizioni sociali, in un tempo di grandi trasformazioni – politiche, economiche, culturali – rappresentate  dai maggiori artisti italiani,  ma anche nella prospettiva eccentrica degli artisti stranieri calati nel nostro Paese per ammirarne e dipingerne le bellezze. Una storia, anche, di interpretazioni diverse, in taluni casi a carattere ancora marcatamente regionalistico, in altri, di trasformazioni linguistiche di respiro europeo per un arco di tempo che va dalla pittura dei Macchiaioli all’insorgere dell’avanguardia futurista.

MILANO: La città sarà protagonista assoluta di quest’anno, anche per quanto riguarda le mostre, grazie all’Expo 2015Mostra “Food. La scienza dai semi al piatto”, Museo di Storia Naturale di Milano,dal 28 novembre 2014 al 28 giugno 2015 La mostra "Food" al Museo di Storia Naturale di Milano è un invito a conoscere, in maniera interattiva, un tema fondamentale che riguarda la nostra vita di tutti giorni e per questo scelto come perno di Expo 2015, l'alimentazione. Il percorso si articola in sezioni tematiche, la prima delle quali è dedicata ai semi e al ruolo che questi hanno ricoperto nella storia delle civiltà, determinandone usi e costumi, e che tuttora svolgono nella conservazione della biodiversità.  Dopo aver scoperto come viaggi e migrazioni di popoliabbiano determinato il diffondersi di alcuni alimenti, parleremo di alcune curiose modifiche genetiche spontanee o indotte, come quella che nel Seicento ha visto l'affermazione della carota arancione su quella viola in onore della dinastia regnante degli Orange. Quanta storia si nasconde dietro ai banchi di frutta e verdura! Sezione curiosa e interessante della mostra Food è quella dedicata al tema dei sensi, che ci consentono di vivere l'esperienza con il cibo come un vero e proprio piacere. Concluderemo la visita affrontando il tema della scienza in cucina, spiegando quali trasformazioni chimiche si verificano durante la cottura degli alimenti e parlando di quelle invenzioni tecnologiche che come il frigorifero e la pentola a pressione hanno rivoluzionato la storia della conservazione e della consumazione degli alimenti.

Palazzo Reale dal 15 Aprile al 19 Luglio “Leonardo, Il disegno del mondo, 1452-1519” in concomitanza con lo svolgimento di Expo 2015, Milano dedica un'importantissima mostra a Leonardo da Vinci, il grande artista toscano che realizzò alcune delle sue opere, più celebri, proprio durante il soggiorno lombardo alla corte di Ludovico il Moro, protrattosi dal 1482 fino al 1499. Creando un ideale collegamento con il capolavoro del Cenacolo,la mostra di Palazzo Reale presenta al pubblico, opere fondamentali del soggiorno milanese come il Ritratto di Musico della Pinacoteca Ambrosiana, cui si affiancano il San Gerolamo dei Musei Vaticani, la Scapigliata della Galleria Nazionale di Parma e la Madonna Dreyfuss dela National Gallery di Washington. La mostra è inoltre arricchita dalla esposizione di oltre 100 disegniautografi del maestro toscano, di alcuni modelli storici di macchine di sua invenzione prestati dal Museo della scienza e della tecnologia di Milano, e dalla possibilità di confronto con opere dei grandi maestri del Rinascimento italiano e internazionale, come Sandro BotticelliDonato BramanteAntonello da MessinaFilippo LippiGhirlandaioPaolo UccelloJan Van Eyck e Verrocchio. La mostra di Leonardo a Palazzo Reale si presenta come la più grande e la più ricca mai organizzata in Italia. Grazie ad un percorso organizzato in dodici sezioni ricostruiremo l'eccezionalità della vita e del talento di questo immenso artista, capace di destreggiarsi nell'ambito dell'ingegneria, della scenografia, della scienza.  “Giotto. L’Italia”, dal 2 settembre dal 10 gennaio, con capolavori assoluti quali il Polittico Stefaneschi, il Polittico di Bologna e il Polittico di Badia, prestiti eccezionali frutto della collaborazione tra i maggiori musei. La mostra analizza le tappe del padre della pittura moderna, seguendo l’evoluzione del suo linguaggio e della sua pittura che maturarono durante i soggiorni compiuti a Roma, Assisi, Bologna, Firenze, Rimini, Padova e Milano.

ROVIGO: Il Demone della Modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve” la mostra, Palazzo Roverella dal 14 febbraio al 14 giugno mette in scena l’irruzione di una modernità tempestosa, che rinnova i linguaggi dell’arte, infrange gli schemi rigidi della classicità, le tradizionali connessioni e relazioni spazio-temporali, introduce il movimento, le sonorità estreme, le contaminazioni tra i generi”. Le opere esposte sono grandi artisti europei e italiani, tra i quali: James Ensor, Paul Klee, Franz Von Stuck, Leo Putz, Odillon Redon, Arnold Böcklin, M. Kostantinas Ciurlionis, Max Klinger, Karl Wilhelm Diefenbach, Gustav Moreau, Mario De Maria, Guido Cadorin, Alberto Martini.

GENOVA: Palazzo Ducale dal 13 marzo al 12 luglio “Nell’età delle avanguardie: L’espressionismo tedesco”. La mostra, si focalizza sull’intensità dei colori che caratterizzano le opere del gruppo di artisti Die Brücke, affiancate da quelle dei Fauves francesi, del Futurismo italiano e di Der Blaue Reiter di Monaco di Baviera.
Con la nascita del gruppo Die Brücke si posero le fondamenta per un movimento straordinario che segnò la storia dell’arte e prese il nome di Espressionismo. Quando i quattro studenti di architettura, Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff e Fritz Bleyl, decisero di formare un collettivo per attirare l’attenzione pubblica non si resero conto che si trovavano all’inizio di una rivoluzione artistica. L’anno successivo si unirono a loro anche Max Pechstein ed Emil Nolde. Otto Mueller divenne membro nel 1910 e fu uno dei più attivi fino al maggio 1913 quando il gruppo si sciolse definitamente. Le opere degli artisti di Die Brücke sono di eccezionale importanza e costituiscono un significativo contributo della Germania all’Arte Moderna.
Uno degli obiettivi dei giovani pittori fu proprio quello di rinnovare l’arte nazionale abbandonando gli standard della tradizione accademica e ricercare un’espressione artistica indipendente basata sulla riproduzione spontanea dell’esperienza visiva. L’intenzione era quella di trasmettere allo spettatore una sensazione individuale percepita in un determinato momento da rappresentare nell’immediato, in maniera intuitiva senza alcuna valutazione intellettuale.In contrasto con il circolo di artisti di Monaco Der Blaue Reiter, Die Brücke non fu caratterizzato da idee teoriche o concetti metafisici. Fu la gioia della creatività libera e del modo molto personalizzato di dipingere che tenne uniti i singoli membri. Come i dipinti dei Fauves francesi e dei Futuristi italiani, anche le opere degli artisti di Die Brücke e Der Blaue Reiter evidenziavano un allontanamento significativo dal Naturalismo per rivalutare l’esperienza individuale dell’artista. La cromaticità luminosa e l’audace immaginazione stilizzata caratterizzano le loro composizioni.

ROMA: Scuderie del Quirinale, dal 4 Marzo al 21 Giugno, “Matisse Arabesque”. I capolavori di Henri Matisse, circa 100 opere tra dipinti, disegni e costumi teatrali. “La fascinazione dell’Oriente negli occhi occidentali di Matisse”, un’indagine sulla pittura, suggestivo e unico.

- Complesso del Vittoriano, a Roma, dal 27 febbraio al 21 giugno, “Giorgio Morandi 1890-1964, ripercorre il cammino dell’artista, saranno in mostra circa 100 dipinti ad olio e anche le opere incisorie, attestazione di una attività non secondaria ma parallela a quelle pittorica che valse a Morandi nel 1953 il riconoscimento internazionale del Gran Premio per l’Incisione alla Biennale di San Paolo in Brasile.

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Gennaio 2015 18:09 )