GALLERIA DEGLI UFFIZI - PIERO DI COSIMO

Lunedì 22 Giugno 2015 17:05 Antonella Burberi
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Piero di Cosimo 1462 - 1522

Pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera

Firenze, Galleria degli Uffizi – dal 23 giugno al 27 settembre è visitabile presso la Galleria degli Uffizi la mostra dedicata ad un pittore non troppo noto al grande pubblico, il fiorentino Piero di Cosimo definito anche da Vasari “pittore eccentrico, fantasioso, originale e straordinario narratore di favole”, la cui notorietà non ha mai raggiunto, ingiustamente, quella dei maestri suoi contemporanei, come Filippino Lippi o Fra’ Bartolomeo.

La mostra ricostruisce cronologicamente il percorso artistico di Piero di Cosimo, a partire dalla bottega di Cosimo Rosselli, agli incontri con l’arte di Leonardo da Vinci e dei pittori fiamminghi che lo stimolarono nell’osservazione della natura e della realtà circostante.

La vita artistica di Piero di Cosimo, il cui vero nome era Piero di Lorenzo, si intreccia anche con il periodo rinascimentale fiorentino fino all’età Laurenziana, periodo in cui dipinge la meravigliosa Visitazione, (Washington, National Gallery) eseguita per la cappella di Piero di Gino Capponi nella chiesa di Santo Spirito e anche il ciclo con Storie dell’Umanità Primitiva, eseguita per il palazzo dei Del Pugliese di cui sono esposte le scene di Caccia (New York Metropolitan Museum).

La mostra nasce dalla collaborazione con la National Gallery di Washington, che ha reso omaggio al maestro con un’altra esposizione conclusasi questa primavera. Due eventi che hanno seguito progetti diversi: un’articolazione più contenuta e strettamente monografica – quella americana – e una più ampia esposizione fiorentina (circa 100 opere contro le trenta esposte a Washington) con un’attenzione al periodo storico includendo dipinti anche di altri contemporanei dialoganti con Piero: Filippino Lippi, Fra’ Bartolomeo e Lorenzo di Credi.

Fra le opere presenti solo alla mostra degli Uffizi anche la tavola del Satiro che piange la morte di una ninfa della National Gallery di Londra, opera misteriosa e commovente, riscritta e reinventata dal maestro che ispira dolcezza e compassione nel gesto del satiro che, scostando una ciocca di capelli della giovane ninfa, appoggia una mano sulla spalla quasi per volerla svegliare. Il Cane marrone, che nella storia dovrebbe non esserci in quanto pietrificato, ha la testa inclinata in segno di lutto e anche il pigro vagare dei tre cani sullo sfondo in compagnia di un pellicano e anche il cielo latteo punteggiato sul lato estremo dalle impronte dell’artista, creano un effetto di vibrante emozione in questa immagine di straziante e commovente dolore.

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