MERCOLEDÌ 11 NOVEMBRE 2015
ore 19
Sala ex Leopoldine
Firenze, Piazza Torquato Tasso, 7
Inaugurazione della Mostra
Le visibili città invisibili. Un omaggio a Italo Calvino

A tre anni dal debutto, «Le visibili città invisibili. Un omaggio a Italo Calvino» tornano in mostra a Firenze. Grazie alla collaborazione tra la Commissione Cultura del Quartiere 1 e l'Associazione Culturale 47 Rosso (contatti: associazione47rosso@yahoo.it, Gaia Del Francia 3299855635, Sara Vettori 3381201530), le opere grafiche e musicali del progetto-omaggio al grande scrittore italiano saranno ospitate presso la Sala Ex Leopoldine in piazza Torquato Tasso, n° 7 (ingresso libero). Il vernissage è per mercoledì 11 novembre alle ore 19.
Incisioni di Gabriele Genini e Sara Vettori, colonna sonora di Andrea Celli, Umberto Foddis, Federico Mengoni, Michele Mingrone, Leonardo Venturini.
Il progetto Le visibili città invisibili, ideato e curato da Gaia Del Francia e promosso dall'Associazione Culturale 47 Rosso, nasce dal desiderio di rendere omaggio a uno dei più grandi scrittori italiani del novecento, Italo Calvino, e in particolare alla sua opera Le città invisibili.
La mostra, elaborata in due anni di riflessione e confronto tra artisti fiorentini, ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana) ed é stata presentata al SUC - ex Murate di Firenze nel 2012 (19-29 novembre) in occasione del quarantesimo anniversario della pubblicazione del libro (Einaudi, 1972); è stata poi ripresa nel 2013 (5-30 Maggio) presso “La Soffitta Spazio Delle Arti” (Sesto Fiorentino, Firenze). È stata poi richiesta in Svizzera, da Lugano, dove è stata a lungo quest’anno, fissata per i giorni 31gennaio-14 marzo 2015 e poi prorogata (presso “L' Associazione Biblioteca Salita dei Frati”). Infine, nel settembre 2015, in occasione del trentesimo aniversario della scomparsa di Calvino, la mostra è stata patrocinata dal Comune di Siena e rientrata nei progetti di Siena capitale della cultura 2015, rimanendo esposta per una settimana in collaborazione con la Cooperativa “Giocolenuvle” presso la “Galleria espositiva di Palazzo Patrizi-Casa di città” (Siena).
In armonia con la complessità dell’opera ispiratrice, Le visibili città invisibilisi articola in più direzioni, comprendendo trenta illustrazioni originali, venticinque brani musicali inediti e una dozzina di installazioni che, visivamente o musicalmente, rappresentano ciascuna delle cinquantacinque città. Come Marco Polo descrive ogni città a Kublai Khan utilizzando espedienti narrativi differenti e illustrando le peculiari suggestioni che essa evoca, così gli artisti hanno raffigurato e interpretato in maniera del tutto personale e originale le stesse città, cercando di rendere “tangibile” (figurativamente o musicalmente) quella ”invisibilità” predicata dal titolo. Le cinquantacinque “città invisibili” presentate in mostra sono infatti “visibili” (o “udibili”) nella loro doppia valenza di farsi immagine (o composizione musicale) del racconto che Marco Polo fa di esse a Kublai Kan, ma anche “visibili” (“udibili”) perché svelano ciò che la città, nella sua valenza reale o simbolica, sempre nasconde agli occhi.
Le illustrazioni, realizzate da Sara Vettori e Gabriele Genini, sono eseguite con tecniche incisorie calcografiche e xilografiche. Le trenta stampe esposte sono di 40x50 cm circa, a tiratura limitata e numerata. I venticinque brani musicali sono stati composti ed eseguiti dai musicisti fiorentini Michele Mingrone, Federico Mengoni, Andrea Celli, Leonardo Venturini, Umberto Foddis.
Completano il percorso una serie di video istallazione di Andrea Sfalanga e una dozzina di installazioni (oggetti, materiali, utensili) che, rappresentando ciò che Marco Polo mostra a Kublai Khan a supporto dei suoi racconti, hanno il ruolo di cornice narrativa svolta nel romanzo dal dialogo-confronto tra i due personaggi. Le opere incisorie e musicali, che con la loro consistenza bidimensionale ed eterea assurgeranno a rivelazione e manifestazione di quanto va sfuggendo nella realtà fenomenica, saranno giustapposte alla tridimensionalità degli oggetti, che rappresenteranno la realtà empirica che immancabilmente rimanda ad altro da se stessa, così da ricreare ed esemplificare la tensione tra ordine (narrativo, descrittivo) e disordine (reale, fenomenico) che è stato uno dei temi più cari a Calvino.
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