Roma: mostra al Vittoriano festeggia Botero

Lunedì 03 Aprile 2017 11:22 Elena Perini
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L'opera di Fernando Botero nei suoi 50 anni d’attività sarà al centro di una grande monografica a Roma, per la prima volta in Italia. Dal 5 maggio al 27 agosto negli spazi del Complesso del Vittoriano, in occasione dell’ottantacinquesimo compleanno dell’artista, saranno esposti i suoi dipinti e serie più famose.

Inconfondibile lo stile caratterizzato da figure di taglie esagerate inserite in paesaggi fuori dal tempo eppure legati al reale. Parola d’ordine appunto l'abbondanza: forme magistralmente espresse, soprattutto nelle immagini femminili, con un linguaggio originale che accentua i volumi e la tridimensionalità. Ben riconoscibile è anche il suo uso del colore, steso senza contorni e ombreggiature in grandi campiture uniformi.

"Credo molto nel volume, in questa sensualità che nella pittura suscita piacere allo sguardo” dice Botero “Un quadro è un ritmo di volumi colorati dove l'immagine assume il ruolo di pretesto". Un universo assai più complesso di quanto può apparire a prima vista, risultato di un delicato equilibrio tra maestria esecutiva e valori espressivi. E così nei suoi ritratti austeri, nei nudi sempre abbondanti e privi di malizia si percepiscono sia la dolcezza delle forme sia un senso di nostalgia e smarrimento.

Ha scelto la pienezza del figurativo fin dagli anni '50, quando l'arte parlava invece soprattutto i linguaggi dell'astrazione e del concettuale. Botero ha sempre seguito la sua ispirazione, riuscendo ad armonizzare tradizione precolombiana e barocco latino americano con la pittura classica italiana.

Apolide, nonostante il legame forte con la sua Colombia, Botero ha anticipato di decenni l'attuale visione globale di un'arte senza confini, che si fa leggere e apprezzare in ogni condizione, in un gioco di richiami tra classico e contemporaneo, dove si trovano anche riflessioni politiche e culturali.

Scopriamo quindi in questa grande mostra i vari protagonisti dei suoi dipinti; sempre privi di stati d'animo riconoscibili, non provano né gioia, né dolore. Davanti ai giocatori di carte, alla gente del circo, ai vescovi, ai matador, ai nudi femminili Botero non esprime alcun giudizio, scompare la dimensione morale. Scopriamo un popolo immensamente vario che semplicemente vive la quotidianità, reso sulla tela in situazioni atipiche dal grande artista.

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