PIERO DELLA FRANCESCA. La seduzione della prospettiva

Martedì 27 Marzo 2018 14:18 Antonella Burberi
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Sansepolcro, Museo Civico – Dal 25 marzo 2018 al 6 gennaio 2019 è visitabile la mostra Piero Della Francesca. La seduzione della prospettiva, presso il Museo Civico di Sansepolcro, organizzata in concomitanza con la presentazione dei restauri della Resurrezione. Piero della Francesca: raffinato pittore ma anche eminente matematico ed è su quest'ultimo aspetto che si incentra la mostra, curata da Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro, promossa dal Comune di Sansepolcro, è un progetto del Museo Galileo di Firenze insieme alla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia e si articola intorno al De prospectiva pingendi, trattato composto dall’artista intorno al 1475.
    L'obiettivo è illustrare, con riproduzioni di disegni, modelli prospettici, strumenti scientifici, plaquette e video, le ricerche matematiche applicate alla pittura di Piero della Francesca e la conseguente eredità lasciata ad artisti come Leonardo, Albrecht Dürer, Daniele Barbaro e ai teorici della prospettiva almeno fino alla metà del '500.

La mostra mira, inoltre, a mostrare al pubblico la complessa personalità di Piero della Francesca, maestro d'abaco, geometra euclideo, studioso di Archimede, innovatore nel campo della pittura poiché per lui, quest'ultima, nella matematica e nella geometria, trovava il suo sostanziale fondamento. I suoi scritti, infine, soprattutto il De prospectiva pingendi, composto in volgare per gli artisti e in latino per gli umanisti, hanno dato inizio alla grande esperienza della prospettiva rinascimentale.
    La mostra è suddivisa in otto sezioni che approfondiscono gli studi affrontati da Piero nel corso della sua vita: si spazia dalla 'La prospettiva tra arte e matematica' ai “Principi geometrici” alle “Regole del disegno prospettico”.

Nella sezione I corpi geometrici, si approfondisce la relazione tra Piero e il matematico Luca Pacioli. Qui è analizzato il celebre ritratto del matematico, dipinto attribuito a Jacopo de' Barbari e custodito a Capodimonte e un altro importante trattato di Piero della Francesca: il Libellus de quinque corporibus regularibus.

Attraverso alcune riproduzioni e disegni della sezione La figura umana, si può comprendere come Piero abbia risolto uno degli esercizi prospettici più complessi che si possano immaginare: il disegno prospettico della testa umana. Per risolvere il problema Piero trasforma il corpo naturale in un solido geometrico, sezionando la testa con piani meridiani e paralleli, quasi come fosse un globo terrestre. L’ultima sezione Gli inganni della visione, analizza, infine, gli studi di Pierosugli inganni della visione e gli effetti bizzarri della rappresentazione causati dalla forzatura del rapporto tra occhio e distanza di osservazione, portando Piero a terminare il trattato con alcuni esercizi che anticipano gli sviluppi dell’anamorfosi. Conclude la mostra un video che aiuta a rendere tangibile la dimensione geometrica della bellezza che contraddistingue tutta l’opera pittorica di Piero della Francesca.

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