GALILEO CHINI Il Dittatore folle

Lunedì 05 Agosto 2019 09:45 Antonella Burberi
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Firenze Le Gallerie degli Uffzi - per la ricorrenza della distruzione del cuore di Firenze del 4 agosto 1944, Palazzo Pitti  e il giardino di Boboli sono gratuiti per tutti - per la domenica 4 agosto -  e viene inaugurata una "mostra monito" con l'opera del grande artista fiorentino Galileo Chini esposta per tutto il mese di agosto nell'Anticamera degli Staffieri della Galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitt.

L'importanza della memoria della terribile "notte dei ponti" quando l'esercito nazista in ritirata da Firenze fece esplodere tutti i collegamenti sull'Arno della città, tranne Ponte Vecchio, viene ricordata e sottilineata in questa opera: un  cartone preparatorio di grandi dimensioni (2,40x4,53 metri) del 1939, il cui dipinto si trova presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna.

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L'opera, di fortissimo impatto visivo e simbolico, fu ideata nel corso del 1938 da Galileo Chini (1876-1956) in occasione della visita trionfale a Firenze di Adolf Hitler, avvenuta il 9 maggio 1944, per mostrare all'ospite l'eccellenza della cultura italia e in particolare quella toscana, dal Medioevo al Rinascimento. Galileo Chini, pur iscritto al Comitato fascista per i festeggiamenti per Hitler, si rifiutò di partecipare esprimendo un forte dissenso che gli procurò la revoca dell'incarico di professore accademico e il rischio di una condanna al confino.Davanti al Tribunale, Chini si difese sostenendo "che non si trattava né di ingiurie né di oltraggio, ma di apprezzamenti di carattere artistico".

Assolto dalle accuse continuò ad espreimere con libera franchezza il suo pensiero. Colto e raffinato conoscitore del simbolismo italiano ed europe, nel Dittatore folle  Chini si confronta con i precedenti dell'arte visionaria, con evidente riferimento alla figura di Minosse dipinta da Michelangelo nella Capella Sistina. L'opera finale è di una brutalità unica nel panoramica della pittura italiana del ventennio e in quanto tale denuncia con forza la follia umana e gli orrori della guerra.

 

 

 

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