Ernesto Prudente nel tempo del tempo

Domenica 30 Settembre 2012 00:10 Marco Ranaldi
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Esistono delle storie, vere o non vere, probabilmente è la storia della letteratura che fa storie le vite vissute, quelle immaginate, quelle probabili, quelle improbabili. La magia della fantasia è questa, cercare di narrare al presente o al passato una storia, tante storie e di tutte queste farne isole, testi, punture intellettuali, tentativi insomma di parlare attraverso l'arte delle parole, di vite, vite vissute, vite immaginarie, vite che non esistono. Probabile è che un personaggio come Ernesto Prudente può non essere esistito e la sua storia rimarrà nel tempo anche dopo la sua morte terrena. Già, Prudente dal nome così particolare, è partito verso quel mondo che è già memoria,  lasciando nel tempo la sua isola attigua a Ponza, della quale era il dicitore di memorie, il suonatore d'organetti immaginari, insomma era l'isola fra tante isole.  Lui, dopo per anni avere insegnato e dato la sua esperienza di uomo di sinistra e forse sognatore (ma uno che pensa ad un'umanità veramente umana può essere un sognatore? un utopista?) nella sua Macondo, ribattezzata Palmarola, aveva creato il suo mondo ideale, sfuggendo da una miseria morale che solo chi ha vissutto ha potuto veramente conoscere. Lui uomo del 1928, nato da una generazione terremotata per sua natura dagli eventi d'imbecillità storica, dopo essere stato anche vice sindaco della sua Ponza dove vi era nato, decise di trasportare il suo vissuto reale ed immaginario nella piccola costa di Palmarola, ricca della sua anima e della sua presenza, posto dove solo il silenzio è il grande suono che calma il dolore e mette pace con il mondo delle tante parole, delle tante false verità. Certo ci vuole coraggio oggi ad essere isola di se stessi, non più città metropolitana e cosmicamente incasinata, luogo in cui tutto è Babele. Pochi lo ricorderanno, noi lo ricordiamo, ricordiamo lui Ernesto Prudente, uomo solo, solo come si è sempre con se stessi in un mare che è vita e che è amore, lontano dalla falsità e dai finti gesucristi. Ernesto Prudente è e sarà sempre quello che lui è stato, la memoria del tempo, in un'isola, di un'isola.

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