Alija
Descrivere Alija è come darle una impronta diversa da quello che realmente è: ella è piccola, magra e forte. Invece conoscendola ti accorgi che è grande e debole. Effettivamente "essere" è pura filosofia è "uno stato d'animo". Ma torniamo indietro nel tempo: sono passati venti anni da quando ho conosciuto una ragazza rom del campo diciamo "Olmatello" ma forse "Poderaccio" o ancora campo Masini - non mi ricordo più dove ci siamo conosciute. Alija stava finendo le elementari e aveva tanti sogni credeva di aver raggiunto la parità con le sue amiche gagé, ma quell'anno la scuola decide di bocciare Alja senza riflettere le insegnanti faranno Alija una futura bambina infelice. Quali sono i suoi pensieri in quel momento? Ecco nascere in me la curiosità di domandarle se meritava quella bocciatura......"cosa mi dici, io ero come le altre forse ho fatto più assenze ma loro sanno cosa vuol dire alzarsi alle sei, vestire i fratellini preparare la colazione e fare la seconda mamma? - Ho fatto tanti sacrifici e per questo dovevo essere premiata, perché io ho avuto più problemi degli altri che venivano con il panino alla nutella e che non avevo mai fatto caso che erano privilegiate" .
Ecco la nuova Alija si accorge in quel momento della sua diversità, non più la bambina forte e coraggiosa che rideva e scherzava, ma una ragazzina in crescita che si accorde della cattiveria umana. La scivente che è anche l'ascoltatrice di Alija nel varie fasi della sua crescita si domanda "sono forse io come partecipante di questa società colpevole di qualcosa? Si è la risposta. Continuare a giustificare una scuola che seleziona i più deboli, un lavoro che si propone solo ai più superficiali....e tante altre cose che via via mi verranno in mente.
Continuiamo il racconto della vita di Alija che cresce....... continuo dopo
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