Il giorno della Memoria Berlusconi trova il modo di far parlare di sè. La frase ripetuta e sottolineata da tutti i notiziari è “Mussolini fece tante cose buone”! Questa frase lui l’ha già ripetuta un sacco di volte. E’ da anni che non perde occasione per ribadire che il duce fece davvero un buon lavoro. Una volta al giornale inglese The Spectator disse pure che gli oppositori al confino si facevano le vacanze al mare. Non c’è quindi niente di nuovo in queste frasi farneticanti che dimenticano lo squadrismo, gli omicidi politici, la fine della libertà di stampa e di espressione, i gas e le leggi razziste in Etiopia, lo scioglimento dei partiti e dei sindacati. Questa volta però Berlusconi ha detto anche qualcos’ altro. Qualcosa che è stato ignorato dai media italiani ma fatto risaltare dai quotidiani esteri. La frase contorta è stata per esempio riportata integralmente dal Washington Post: “ E’ difficile mettersi nei panni di chi decise allora, il governo di allora, nel timore che la potenza tedesca si concretizzasse in una vittoria generale, preferì essere alleato alla Germania di Hitler piuttosto che contrapporvisi. Dentro questa alleanza ci fu l’imposizione dello sterminio contro gli ebrei ”. Frasi senza capo né coda. In sostanza il probabile futuro capo dell’opposizione (secondo i sondaggi il PDL è il secondo partito) contestualizza le leggi razziali. Dice che dovremmo metterci nei panni del potere fascista che di fronte alla probabile vittoria tedesca preferì non contrapporsi ad Hitler ma farci un’alleanza. Oltre alle falsità storiche (le leggi non furono affatto imposte ma decise autonomamente) Berlusconi invita il pubblico a comprendere l’atteggiamento del regime, a considerare il periodo storico, in pratica giustifica sia le leggi razziali che l’alleanza con Hitler. Tutto questo durante una cerimonia di commemorazione dell’olocausto, quindi senza rispetto per i 7000 (6000 morti)ebrei italiani deportati sotto il regime mussoliniano.
Le leggi razziali furono lette da Mussolini, in pompa magna, dal balcone del municipio di Trieste, il 18 settembre del 1938. Le leggi compresero per esempio il divieto del matrimonio tra ebrei e “altri italiani”, il divieto di svolgere la professione di notaio e giornalista, il divieto di iscrizione dei ragazzi nelle scuole pubbliche. Molti intellettuali colpiti dalle leggi furono costretti a lasciare l’Italia, tra questi Franco Modigliani, Momigliano ed Enrico Fermi. Chi rimase in Italia dovette abbandonare la cattedra. Sostennero le leggi Luigi Gedda ed Amintore Fanfani(che in un giornale economico esaltò il nuovo ordine hitleriano), Piero Bargellini, Giuseppe Tucci, Soffici e Papini. Le legge razziali precedettero l’alleanza con Hitler. Mussolini poi, dopo aver a lungo temporeggiato, dichiarò la guerra alla Francia solo il 10 giugno del 1940 . La Francia era ormai sconfitta. Il 14 giugno Parigi fu occupata e i nazisti passarono sotto l’arco di trionfo.
I revisionisti di questi giorni hanno esaltato il cosiddetto "fascismo sociale". Mussolini in realtà andò al potere grazie ai poteri forti, alla finanza, agli agrari e agli industriali. Questi poteri per reazione al biennio rosso e alla peraltro infondata paura di un'insurrezione rossa si affidarono ai fascisti. Molti contadini e operai non solo di sinistra ma anche cattolici furono vittime dello squadrismo fascista al soldo degli agrari e degli industriali . I soliti revisionisti, Berlusconi in testa, si sentono in pace con sé stessi affermando che oggi loro sono dalla parte di Israele, come se il loro oltretutto piuttosto discutibile punto di vista sull'odierna situazione palestinese potesse compensare le leggi razziali approvate da quel personaggio che " fece tante cose buone".
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
