Dal 30 settembre al 28 ottobre, Palazzo Strozzi ospiterà cinque grandi classici del cinema in lingua originale nella rassegna “I martedì al cinema con Palazzo Strozzi” organizzata dall'Odeon Firenze in collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi. Le firme sono di Buñuel, Almodòvar, Ken Loach e Amenabar.
Il primo incontro prevede in calendario “L'albero di Guernica”, pellicola che allestisce le vicende del '74 di un villaggio della Castiglia il cui alter ego nella sceneggiatura del film è rappresentato dai Sassi di Matera lucani. La regia di Fernando Arrabal, interpretato da Mariangela Melato, “ha momenti di sfrenata fantasia goyesca e di straripante sincerità nella sua miscela surrealistica di tenerezza e furore”. Gli appuntamenti del mese di Ottobre (30 Settembre-28 Ottobre), all'ottava edizione della rassegna, sono stati progettati in concomitanza con la mostra figurativa “Picasso e la modernità spagnola” (Palazzo Strozzi, 20 Settembre 2014 – 25 Gennaio 2015). Seguirà la proiezione di TERRA E LIBERTA, la cui regia del '95 di Ken Loach mette a fuoco gli screzi distruttivi, intestini tra comunisti d'ispirazione sovietica e comunisti rivoluzionari e anarchici alla Bakunin. Un focus, quello del conflitto interno tra lo schieramento rivoluzionario fondamentale per non tralasciare accenti chiave della storia contemporanea. Martedì 14 ottobre sarà la volta invece di DONNE SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI, della regia dell'88 di Pedro Almodóvar, che “ha il dinamismo di un vaudeville francese, l'eleganza di una commedia sofisticata made in USA e la cattiveria sorniona di Billy Wilder”.
Segue, avanzando a scadenza settimanale, IL FASCINO DISCRETO DELLA BORGHESIA, regia di Luis Buñuel, sequenze di istantanee in movimento del 1972: “l'angelo sterminatore ha in mano il fioretto dell'ironia e lo maneggia con grazia incantevole, ma, surrealista sereno e sorridente”. L'anima duplice, bifronte della cultura iberica, in cui i sogni sono quel momento in cui non si evade dalla realtà, ma la si conosce più a fondo, sviscerandone desideri e tabù di chi vi si sente immerso. Martedì 28 ottobre, la regia di Alejandro Amenábar partecipa alla rassegna col lavoro del 1997 APRI GLI OCCHI, un gioco artistico che è un barcamenarsi tra finzione e realtà, tra conscio e incoscio. Due registri stilistici, quello cinematografico e quello figurativo della pittura che tentano di restituirci le tinte più colorate e quelle più fioche della cultura spagnola, di questo panorama iberico e europeo che nel Novecento dovette affrontare i capitoli della dittatura franchista e della guerra civile a cui un esponente del cubismo del calibro di Picasso risponde con la Guernica.
Il programma, tra tradizioni e modernità, va “dalla satira dissacrante di Luis Buñuel all’impegno di Ken Loach, dalle passioni di Pedro Almodóvar alle inquietudini di Fernando Arrabal e Alejandro Amenábar” Il paradigma è visivo, inserendosi a tutto tondo nel nostro tipico modo occidentale di approcciarci alle cose, ovverso attraverso la vista e il ruolo che gioca la luce nell'arrotondare e informare la realtà. Gli appuntamento sono per le 20.30, a ingresso gratuito.
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