Campi Bisenzio: presentazione di "Gaza e l'industria israeliana della violenza"

Lunedì 13 Luglio 2015 11:17 stefano maulicino
Stampa
alt

Domenica 19 luglio, alle ore 21.30, si svolgerà, presso il Cantiere Sociale Camillo Cienfuegos di Campi Bisenzio, la presentazione del libro "Gaza e l'industria israeliana della violenza", edito da DeriveApprodi. Interverrà Enrico Bartolomei, coautore del volume insieme ad Alfredo Tradardi e Diana Carminati.

L'iniziativa è promossa dal Fronte Palestina - Firenze a pochi giorni dall'anniversario dell'operazione militare israeliana «Margine protettivo» che, tra l'8 luglio ed il 25 agosto dello scorso anno, è costata alla popolazione civile gazawi 2.251 morti, di cui 577 bambini, e più di 11.000 feriti.

Il saggio prende le mosse da questo ennesimo massacro per ricostruire quello che, secondo gli autori, è un vero e proprio paradigma dell'industria della violenza contemporanea: «La Striscia di Gaza, da quasi un secolo, è un luogo di sofferenza e di resistenza. Non è l’unico in questo mondo sconvolto da conflitti, ma costituisce il paradigma di riferimento dell’industria della violenza contemporanea.La violenza contro i palestinesi è un continuum che oscilla tra un minimo quotidiano, a bassa intensità, con i suoi morti, i suoi feriti e le sue distruzioni, completamente trascurata dai media, alle punte delle operazioni militari con il loro risvolto voyeuristico di fronte allo spettacolo del dolore. Né va dimenticata la violenza che si esercita contro i palestinesi cittadini di Israele e quella contro i profughi che vivono nei campi allestiti a partire dal 1947-1948 nei paesi arabi del Medio Oriente. Per questo possiamo parlare di un vero e proprio paradigma dell’industria della violenza. Un paradigma certo intrecciato a un colonialismo di insediamento sul quale si basa il sionismo come identità dello Stato israeliano, ma che si sta rivelando un modello concentrazionario specifico, nel quale ha un ruolo sempre più determinante l’industria militare. Gaza diventa allora una campo di concentramento a cielo aperto, utile come laboratorio di sperimentazione delle nuove armi, testate in corpore vili, e un esempio concentrazionario per la repressione dei mondi offesi».

Share