Ho sempre amato leggere, fin da quando ero bambina. Ricordo che, quando mi capitava di passare davanti ad una libreria, dovevo assolutamente entrare. Era più forte di me, come se i libri esposti in vetrina avessero incorporata una calamita e mi attirassero a sé.
Una volta entrata, trascorrevo almeno mezz’ora con lo sguardo fisso sugli scaffali per leggere i titoli. Se ne trovavo uno che mi colpiva, leggevo la trama e decidevo, basandomi su quella, se acquistarlo o meno. In caso di indecisione, aprivo il libro e leggevo le prime righe. Se anche quelle mi incuriosivano, non esistevano scuse: quel libro doveva essere mio.
Questa “attrazione” per i libri non è mai scomparsa, anzi oserei dire che, col passare degli anni, si è accresciuta. Nel tempo libero, devo sempre avere un romanzo tra le mani e sulla mia scrivania non ci sono mai meno di tre libri in attesa di essere letti.
Per quanto mi riguarda, i libri sono fondamentali: mi tengono compagnia nei momenti di noia, mi trasmettono serenità quando ho il morale a terra e i personaggi sono quasi degli amici che mi coinvolgono nelle loro avventure.
I libri sono una medicina per la mente e per l’anima, in quanto hanno il potere di far dimenticare, anche solo per qualche minuto, a coloro che li leggono i brutti pensieri che li opprimono. Per questo motivo condivido le parole di Charles Montesquieu:”Non ho avuto mai un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato”.
Ilaria Baldini/DEApress
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