Teatro Politeama Pratese: "Uomini in guerra"

Mercoledì 02 Dicembre 2015 12:38 Giulia Spissu
Stampa

UOMINI IN GUERRA

Incontro con David Grossman

A cura di Włodek Goldkorn  

Sabato 5 dicembre 2015, ore 17

L’incontro si terrà al Teatro Politeama Pratese, Via Garibaldi, 33/35, fino ad esaurimento posti.

L’evento, ad ingresso libero, è trasmesso in diretta streaming sul sito www.centropecci.it

Amore, empatia, racconto, confine, l’altro, memoria, ruolo della letteratura, dovere della speranza, senso del confine: sono queste le parole chiave intorno alle quali ruoterà l’incontro con lo scrittore israeliano David Grossman, nell’ambito del ciclo Uomini in guerra, progetto a cura del giornalista Włodek Goldkorn, organizzato dal Centro Pecci di Prato che coinvolge alcune delle personalità più significative del panorama internazionale.

Lo scrittore israeliano parlerà di come la poesia e la letteratura possano essere la reazione a un qualcosa di innaturale e inconcepibile come la guerra, in cui il dolore di un singolo è il dolore di tanti, in cui la difficoltà maggiore è quella di rimanere inevitabilmente umani, non perdendo mai –— neppure nei momenti più drammatici — quello che lo scrittore ha definito “il dovere della speranza”. Vivere in guerra senza rinunciare mai alle proprie idee. Grossman crede fortemente nel ruolo salvifico della parola: nel senso che la parola salva l’anima e quindi il mondo. Lo scrittore non ha mai rinunciato al dialogo e allo spirito di pace, malgrado le difficoltà che incontra nella sua terra, Israele. Nei suoi romanzi e articoli emergono anche aspetti di umanità, incrociando gli occhi del nemico, come Grossman ha recentemente scritto nel caso dei profughi siriani. Per anni considerati alimentatori di odio verso Israele, adesso diventano persone, volti addolorati, disperati o pieni di speranza.

Il ciclo di incontri Uomini in guerra nasce dalla constatazione che le guerre hanno ormai assunto molteplici forme e modalità, da quelle terroristiche a quelle geopolitiche, da conflitti religiosi sempre più sanguinari fino a quelli tecnologici e informatici. Organizzare momenti di confronto e di dialogo su questi temi con donne e uomini, scrittori, artisti e pensatori è già un primo e importante passo per cercare di interrogarsi su ciò che accade nel mondo, non solo a livello politico e culturale, ma puntando a dare risposte anche a domande sul senso stesso della vita.

Considerato uno degli scrittori e saggisti israeliani più importanti e significativi in tutto il mondo, David Grossman nasce nel 1954 a Gerusalemme, dove studia Filosofia e Teatro alla Hebrew University, laureandosi nel 1979. Comincia la sua carriera lavorando fin da bambino alla Radio Nazionale Israeliana “Kol Israel” come giovanissimo reporter per poi proseguire, fino al 1988, come corrispondente e conduttore di programmi. Parallelamente inizia la sua attività come scrittore e negli anni Ottanta ottiene i primi importanti riconoscimenti per i suoi lavori, fra i quali Il sorriso dell’agnello, Il vento giallo, Vedi alla voce: amore, Che tu sia per me il coltello, A un cerbiatto somiglia il mio amore, Le avventure di Itamar, che spaziano dalla narrativa alla saggistica e ai libri per ragazzi. Da sempre impegnato in prima persona per sostenere con forza il dialogo e la ricerca di una soluzione pacifica della questione medio orientale, Grossman è diventato anche in questo ambito una voce autorevole e un punto di riferimento non solo nel suo Paese.

Saggista e giornalista di origini polacche, Włodek Goldkorn è stato fino al 2013 responsabile cultura del settimanale “l’Espresso”, periodico per cui ha lavorato prima come corrispondente da New York. Si è trasferito dalla Polonia a vivere in Italia nel 1968. Ha pubblicato saggi e libri sull’Europa Centrale, sulla questione ebraica e su Israele. Negli anni ’80 ha fondato e diretto i periodici sull’Europa Centrale e dell’Est “L’ottavo giorno” e “L’Europa ritrovata”. È co-autore con Assuntino Rudi del libro Il Guardiano. Marek Edelman racconta (1998) e con Massimo Livi Bacci e Mauro Martini del volume Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo (2001). Nel 2006 ha pubblicato La scelta di Abramo. Identità ebraiche e postmodernità.

Share