Crittografia e diritto: qualche riflessione

Mercoledì 20 Aprile 2016 17:39 Fabrizio Cucchi
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Il caso della Apple, che un mesetto fa, si è rifiutata di sbloccare l'iphone del responsabile della strage di San Bernardino, ha fatto molto discutere. Chi crede che si tratti di vicende molto lontane da noi si deve ricredere, poichè ieri (1) alcune fonti hanno riportato la notizia secondo cui le forze di polizia italiane avrebbero sommerso la Apple con ben 966 richieste di dati in sei mesi (un numero esorbitante: d'accordo che vogliamo sempre essere al centro dell'attenzione, ma tutto questo interesse pare oggettivamente un pò morboso. Viene anche da chiedersi se i pubblici ufficiali non trovino di meglio per passare il tempo che leggersi i nostri “messaggini”, in fondo piuttosto insulsi, via ammettiamolo).

Ora, la scientificità di una prova, si basa sulla sua duplicabilità, non è cosi? E qualsiasi prova prodotta in tribunale, e quindi conseguita in indagini deve essere pubblica, siete d'accordo? Ne consegue che, prendendo ad esempio il caso dell'iphone del responsabile del massacro di San Bernardino, la Apple e il popolo americano erano di fronte a due alternative:

a) Rendere di pubblico dominio il metodo per “hackerare” un iphone, consentendo potenzialmente a chiunque, per qualsiasi motivo, il leggersi tutti i dati di qualsiasi “melafonino”...

Oppure

b) Rendere una prova in un pubblico processo “segreta”, non soggetta a possibile verifica o confutazione, e dunque aprire la strada per qualunque arbitrio....

Come è noto, dopo il rifiuto dell'azienda di Cupertino di accettare l'opzione a, gli inquirenti hanno optato per l'opzione b, (2) chiamando una “terza figura” ad accedere ai dati del marchingegno in questione, e mantenendo il riserbo su cosa sia stato fatto, nonostante le riserve della nota ditta a passare alla storia come quella che ha distrutto “lo stato di diritto” nella soleggiata California....

Ovviamente, una volta aperta la strada all'irrazionale, non si può prevedere cosa “ne salti fuori”; il dibattito non si è fermato lì, e adesso la Apple (e non solo lei) si trova bersagliata di richieste e di “pretese preventive” da parte di mezzo mondo, dalla Cina che gli chiede di rivelare il “codice sorgente” dei suoi programmi (3), alle autorità americane che vogliono piantarla una volta per tutte con la crittografia e con il diritto alla privacy (4).....Risolvendo così il problema alla radice!

“Il sonno della ragione genera mostri”, e dato che la follia non conosce confini, prepariamoci anche noi italiani a vedere qualche assurdità......

Fabrizio Cucchi, DEApress

(1)http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2016/04/19/news/apple_in_sei_mesi_cinquemila_richieste_di_dati_degli_utenti_dalle_autorita_usa-137982906/

http://www.prealpina.it/pages/apple-forze-polizia-italiane-hanno-fatto-966-richieste-di-dati-113826.html

(2) http://www.corriere.it/tecnologia/16_marzo_29/fbi-sblocca-l-iphone-san-bernardino-nessun-aiuto-apple-af01d2da-f538-11e5-ad8f-b6693bfe4739.shtml

(3)http://www.reuters.com/article/us-apple-encryption-idUSKCN0XG28Z

(4)

http://www.cnet.com/news/apple-fbi-continue-iphone-encryption-battle-before-us-congress/

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