Foto Silvana Grippi
"Vieni Lorenzo, t'insegno a usare la macchina fotografica!” Seduta sulla panchina bianca dell'ampia veranda, Silvana armeggia con il suo apparecchio fotografico cercando di fare degli scatti particolari. Vuol cogliere tutte le sfumature possibili dell'isola di Pantelleria. Ogni cosa ha per lei un particolare fascino: i “dammusi”, le case tipiche della zona, il verde degli alberi e delle piante, i fiori con i colori brillanti dalle velate sfumature, quasi vogliano nascondere essenze profonde e misteriose.
Lorenzo, subito accorso al richiamo di Silvana, comincia anche lui a capire come si può cogliere con un semplice clic il fascino delle cose. Il suo volto di ragazzino di dieci anni, bello e aggraziato come solo i ragazzi della nuova generazione sanno essere, s'illumina di continuo ascoltando le spiegazioni della cugina Silvana sull'uso della macchina fotografica. Silvana non è proprio una sua cugina diretta, lo è del suo papà, Aldo.
Silvana è considerata da quelli del gruppo una persona speciale, assetata di nuove conoscenze e, nel tempo stesso, pronta ad offrire il suo sapere a chi glielo richiede. E' arrivata a Pantelleria dopo un lungo viaggio. Da Firenze a Trapani in macchina, quindi imbarco sulla nave per raggiungere l'isola insieme al fratello Riccardo e la cognata Daniela. All'isola poi ritrova l'altro fratello Claudio con Giovanna.
Lorenzo, assieme ai genitori, è arrivato in aereo dalla Sardegna.
Un incontro fortuito allora?
No! un incontro organizzato e perfettamente riuscito. Un incontro fra componenti di una stessa famiglia. I figli della famiglia Sicurella cmposta da:Giuseppe (Peppno), Caterina (Tina), Francesca (Franca) ed Enza.
All'incontro ci siamo tutti: Claudio, Maria Grazia, Flavio, Silvio, Fulvio, Elio, Tea, Bruno, Aldo, Silvana, Franca, Maurizio, Riccardo. Manca Ettore (non cè più ed è nei nostri cuori) ed Emilio (rimasto ad assistere la madre).
Quando Rosangela, da Mazara, aveva fatto la sua proposta d'incontro ai cugini sparsi un po' dappertutto in varie regioni d'Italia, il consenso era stato generale. Tutti quanti avevano una gran voglia di incontrarsi. La radice familiare era ancora profondamente sentita, la presenza in vita di alcuni degli zii comuni costituiva fra loro un affettuoso collante. Ne erano prove alcune vecchie foto che continuavano ad essere pubblicare su facebook.
Una foto in particolare veniva approvata da tutti.
Tredici bambini rigorosamente in fila a secondo l'età, i cugini bambini si mostravano orgogliosi e pronti ad affrontare il loro futuro, quello che alla distanza di ben sessanta anni, li avrebbe fatti incontrare in una isola sperduta del Mediterraneo.
Le foto, ed erano tante, risalenti all'infanzia erano state fatte da zio Pippo, il fotografo di famiglia, personaggio che aveva dato a piene mani cultura e amore, porto sicuro in cui rifugiarsi durante il cammino della vita.
Anche lo zio Peppino aveva avuto un ruolo rilevante nella storia di famiglia...Era solito trascorrere a Mazara i periodi di vacanza e, con i suoi tre figli maschi e la moglie continentale, era attivo e pronto a smuovere la tranquillità in cui viveva il resto della famiglia.
La zia Enza, che aveva abitato prima nel nord Italia e poi si era trasferita a Firenze, anche lei era solita trascorrere le vacanze estive a Mazara.
Le case erano piccole allora appartamenti e ci si arrangiava alla meglio, ma noi bambini non ci accorgevamo di niente, pensavamo solo a giocare e stare insieme.
Lo zio Peppino co n il ruolo di educatore portava i maschi nella zona del porto e per insegnare a nuotare ai più piccoli, li buttava dall'alto del ponte di ferro tra le grida di paura dei poveri malcapitati.
Oggi ci rimangono le foto e tanta nostalgia di quei tempi lontani non contaminati dalle situazioni in cui la vita ci ha posto in seguito
Tea ha le lacrime agli occhi quando, nella serata dedicata ai ricordi, parla dei bei tempi dell' infanzia. Il marito la guarda commosso, solo adesso forse riesce a capirla interamente. Il marito di Franca, nativo del Trentino, osserva con curiosità.
I cugini sono chiassosi e vivaci, ma va bene così.
La foto è da rifarre, questo è l'impegno dei bambini/cugini.
L'isola riesce a creare fra di noi un'intesa ricolma d'affetto. Stiamo bene insieme, siamo i bambini di un tempo.
E poi c'è anche il cibo, la nostra cultura culinaria che ci ha accompagnato sempre. Ora ci sono i piatti caratteristici dell'isola, offerti da Silvio e Rosangela che contribuiscono a perfezionare il magico soggiorno.
Bisogna sperimentare ogni cosa: I bagni in mare, il fango del lago di Venere, la scoperta dell'antro dei pirati, la sauna nella grotta.
Nel gruppo dei cugini c'è anche una donna in attesa. Claudia, figlia di Tea , aspetta due gemelline. E' la vita che si scompone e ricompone, che si chiude e si riapre, che vibra nell'attesa del domani.
Dopo la foto di rito purtroppo si riparte!
Un saluto caloroso e un arrivederci fra due anni. L'isola sarà però diversa: la Sardegna.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
