“ Se alzi il velo sui tuoi tormenti più intimi, ti esponi alle critiche di chi trova insopportabile la sincerità perché ne teme il contagio. Però, i sentimenti veri hanno una dignità che li preserva, comunque, dal senso del ridicolo.”
Un romanzo drammatico che conduce verso la scoperta esplorativa di quelle ombre oscure che nel corso della vita, con le bugie, con le mezze verità, con le illusioni, vengono artificialmente e motivatamente, accantonate negli anni nel ripostiglio buio in cui non si accede mai. E’ necessario ripararsi dalla verità a volte, ed è inevitabile proprio per assicurarsi una serena convivenza con il proprio passato. Leggere “Fai bei sogni” è così coinvolgente che ci si sente obbligati anche a tracciare una mappa analitica per il restauro dei propri ricordi di infanzia; quelli dolci, che ci hanno accarezzato, quelli crudeli, che ci hanno schiaffeggiato rigidamente , ma che nonostante gli effetti collaterali dolorosi, restano indispensabili per scoprire chi siamo e soprattutto chi saremo. Massimo Gramellini, giornalista e scrittore torinese, scrive quest’autobiografia letteraria in risposta al suo bisogno di accettazione e metabolizzazione di quanto accaduto dai suoi 9 anni in poi, quando orfano di madre ha smesso di essere un bambino o se non totalmente, ha smesso di essere il bimbo felice di prima. L’assenza della sua mamma, come nella vita, anche nel libro, ricopre pienamente buona parte del suo racconto ed occupa visibilmente la figura centrale della sua narrazione, più di altre presenze reali. Una serie di flashback a bianco e nero sui momenti emozionanti della sua infanzia e della sua fase adulta vengono riprodotti anche nel nuovo film di Marco Bellocchio , uscito nelle sale il 10 novembre. Il regista, da entusiasta lettore, ha voluto regalarci il suo contributo cinematografico per scoprire la bellezza sconvolgente di questa storia. Il libro e il film sono entrambi terapeutici per l’accettazione della verità: “non essere amati è una sofferenza grande, ma non è la più grande. La più grande è non essere amati più . Assaggiati e sputati come una caramella cattiva. E’ il timore di venire abbandonati che ci impedisce di abbandonarci.”
Una chiave di lettura utile per interpretare al meglio le difficoltà relazioni e comportamentali di tutti noi. Anche quando qualcosa ci sembra inspiegabile, nasconde sempre un perché, da rispettare.
Rossana Di Giura/DEApress
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