MAI PER AMORE!
“State molto attenti a far piangere una donna, che poi Dio conta le sue lacrime...”
La sera del 6 aprile 2013, mentre Lucia Annibali sta rientrando nella sua abitazione, viene aggredita sul pianerottolo di casa da un uomo incappucciato che, prima di fuggire via, le versa sul viso dell’acido solforico. Lucia riesce ad urlare disperatamente, a causa dei bruciori lancinanti provocati dal vetriolo che le sta ustionando e corrodendola pelle. Per fortuna, accorrono i vicini, allarmati. La giovane donna viene poi ricoverata d’urgenza al Centro ustioni dell'ospedale di Parma, dove, negli anni successivi, subirà ben 18 interventi chirurgici associati a terapie lente e dolorose per restituire al viso elasticità ed espressività. Nel corso del tempo, Lucia affianca la guarigione con la scrittura del libro della sua vita: “ Io ci sono, la mia storia di non amore”,e il 22 novembre il suo film autobiografico sarà trasmesso in prima serata su Rai uno, con Cristiana Capotondi, nei panni della protagonista e la regia di Luciano Manuzzi.
Questa vicenda si inserisce nella galleria noir di femminicidio che la cronaca ci ripropone quotidianamente. Un’ennesima donna vittima di una relazione malata, un'altra donna costretta a pagare il rifiuto di non accettazione della perdita di dominio fisico e psicologico esercitato sulla propria compagna. Nello specifico, Luca Varani, anche lui avvocato, aspetta un figlio dalla sua attuale fidanzata storica, ma Lucia, prima di lasciarlo decide di raccontare la verità alla donna all'oscuro di tutto, e smaschera così la meschinità di quest'uomo, conteso ma infedele. Questo il movente che scatena in lui una rabbia violenta ed ingestibile, tale da accrescergli un desiderio famelico di vendetta. Come in ogni tragico epilogo, i sintomatici segnali di una violenza subdola e preannunciata si erano già manifestati: negli ultimi tempi, sotto forma di continui appostamenti, minacce, percosse, stalking; ma nel corso del loro rapporto, la sua prepotenza aveva già invaso la gestione della sua vita, limitando a lei la sua indipendenza e libertà. Forse Lucia, per intuito femminile e per merito della sua intelligenza, aveva già percepito qualcosa che non la convinceva totalmente. Ma il beneficio del dubbio è legittimo, e come ben sappiamo il fascino misterioso incuriosisce, intriga e come in questo caso, fa perdere la testa. Ma quando tocca al cuore abbinarsi al cervello, succede che il corpo va in corto circuito e amministra irrazionalmente le scelte. Perché per amore ci si sacrifica, si giustifica, si accetta, si subisce, si perdona. E l'amore per quest'uomo le dava sempre alibi diverse per assolverlo. In questo caso però, i limiti sono stati insuperabili, e la sua forza repressa l'ha condotta verso la ribellione. A Lucia è costato molto ribellarsi. Questa meravigliosa avvocatessa,nel pieno dei suoi anni migliori, ha sofferto immeritatamente. Oggi per fortuna e per suo merito, può ricominciare daccapo, con un viso diverso, con una consapevolezza più matura, con un'autostima piena ed appagante. Ora può finalmente amarsi e lasciarsi amare senza remore. Lucia brilla e lotta carica della sua grinta vittoriosa, anche e soprattutto a nome di tutte quelle donne che non possono rinascere come lei.
Rossana Di Giura
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