Quale pace per il Mediterraneo? Ne parlano a Firenze

Martedì 13 Dicembre 2016 13:01 Stefania Parmigiano
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Il 15 dicembre, presso  “La Colombaria” in Via S.Egidio 23 a Firenze si terrà il convegno “MEDITERRANEO. Quale Pace?”

Il Convegno è stato organizzato dalla dott.ssa Silvana Grippi (DEApress) e il dott Luca Brogioni (SDIAF).

Una giornata di studi per interrogarsi sul significato che diamo  alla parola “pace”: non è semplicemente assenza di guerra, è conoscenza, partecipazione e condivisione dello stato di diritto  cui ogni essere umano deve poter accedere. Perché questo sia possibile è necessario destrutturare i preconcetti sempre più diffusi per un malinteso uso del web, informare puntualmente, rendere accessibile a tutti la conoscenza dello stato di fatto di tutte le parti.

Riflessioni su: economia, giurisprudenza, fenomenologia delle migrazioni, con testimonianze di esperienze dirette fatte di impegno e responsabilità da Mazara del Vallo a Ventimiglia e oltre.   Dalle 10 alle 13 la mostra fotografica sul Mediterraneo dei fotografi Marco Agresti, Francesca Dari, Guido De Felice, Luca Grillandini, Silvana Grippi, Gilberto Maltinti, Giuliana Rogano, Pietro Schillaci e le proiezioni del Progetto Mediterranea e altri video. Patrocinio del Comune e dell'Università degli Studi di Firenze. Saluti del Prof. Sandro Rogari, presidente dell’Accademia Colombaria di Scienze e Lettere. 

Gli interventi avranno inizio alle ore 15,30 con autorevoli relatori che animeranno il pomeriggio:

-     dott.ssa Serena Perini, Pres. VII Comm.ne, “Pace, diritti umani, solidarietà, relazioni internazionali, immigrazione, pari opportunità”

-        Prof. Umberto Allegretti (Professore dell’Università degli Studi di Firenze) illustrerà il principio di responsabilità degli Stati, dei diritti e delle violazioni giurisprudenziali nel Mediterraneo.

-          Prof.Antonino Cusumano (Presidente dell’Istituto Euroarabo di Mazara del Vallo), sostenitore della necessità di recupero di complementarietà delle culture, di coesistenza attiva nel mediterraneo,  dal suo osservatorio ci parlerà della sua idea di dialogo possibile tra le  verità e i dogmi dei monoteismi, delle sue riflessioni  sul fenomeno delle migrazioni che pubblica sul bimestrale online Dialoghi Mediterranei, edito da tre anni a cura dello stesso Istituto che dirige.

-          La dott.ssa Geraldina Colotti (redattrice del Manifesto, giornalista e scrittrice, si occupa di America latina e dirige l'edizione italiana di Le Monde diplomatique. Ha pubblicato poesie, racconti, romanzi per ragazzi, alcuni dei quali tradotti in francese e in spagnolo. Traduce dal francese e dallo spagnolo. Tra i suoi ultimi libri, Talpe a Caracas -Jaca Book- e Oscar Romero, beato fra i poveri -edizioni Clichy-. Ha scontato una condanna a 25 anni per la sua militanza nelle Brigate Rosse.) ha seguito la vicenda dei migranti No Border alla frontiera tra Ventimiglia e la Francia; ci racconterà la sua esperienza a Ventimiglia, dov’è nata, come inviata del suo giornale durante l’ ”emergenza migranti”, 

-          Leonardo Bargigli (Ricercatore in Economia Politica presso il Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa dell'Università di Firenze, Docente di Macroeconomia presso la Scuola di Economia dell'Università di Firenze) concentrerà il suo intervento sulle relazioni economiche tra paesi appartenenti all'Unione Europea e paesi del Maghreb, collocandole in un contesto di crescente gerarchizzazione dei rapporti economici e politici sia all'interno della UE che con i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo. In particolare esaminerà  sinteticamente le linee di penetrazione economica degli interessi europei, tra i quali non ultimi quelli italiani, che si sviluppano in modo complementare ad una presenza militare sempre più pesante, andando ad individuare nell'area del Maghreb uno dei principali "cortili di casa" dell'imperialismo europeo.

-          Gianluca Solera (Responsabile democrazia e società civile COSPE, è attivista e scrittore. Ha militato nei movimenti verdi e studiato pianificazione territoriale e urbanistica. È stato per dieci anni consigliere politico al Parlamento europeo, e per otto anni coordinatore delle reti della Fondazione Anna Lindh per il dialogo tra le culture. Gli ultimi suoi due libri sono Muri, lacrime e za’tar. Storie di vita e voci dalla Palestina e Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza. In uscita a gennaio Citizen Activism and Mediterranean Identity con Palgrave Macmillan. Collabora con The People Yes! Network e European Alternatives. Cura un blog su società, politica e interculturalità nel Mediterraneo, dove racconta anche delle forme di resistenza in atto in Italia - www.gianlucasolera.it.- Dal 2014 lavora con COSPE) si/ci interroga se sia possibile ripensare il Mediterraneo come laboratorio di un prossimo Rinascimento e soggetto portatore di un progetto cittadino transnazionale, che sfidi dittature, xenofobia e globalizzazione selvaggia,partendo dalla considerazione che milioni di persone, soprattutto giovani, hanno conquistato le piazze del Mediterraneo per chiedere la “caduta del sistema”. Dopo aver abbattuto regimi arabi dittatoriali e rioccupato le piazze di paesi in profonda crisi economica e politica, in virtù di uno straordinario effetto di contagio, i movimenti rivoluzionari e di protesta ed i suoi giovani in particolare non sono ancora riusciti a produrre una leadership che si affermi su apparati politici al potere, legati a interessi economici, finanziari, burocratici o militari equivalenti in ogni paese, e sono stati travolti dalla restaurazione, dal terrorismo e dalla riaffermazione dei nazionalismi.

 Per la sua storia fatta della sovrapposizione di più civiltà, per i valori comuni che i suoi popoli incarnano (il senso della comunità, la famiglia, il gusto per le cose belle, il legame con il territorio ed il cibo, la spiritualità, il culto dell’ospitalità, l’inventività e l’operosità, la coesistenza con l’altro), il Mediterraneo è diventato un fulcro della resistenza civile contro capitalismo selvaggio, de-democratizzazione e banalizzazione culturale.

-          Alberto Di Cintio (Docente Università degli studi di Firenze) tratterà di architettura mediterranea, quindi di casa nostra, una casa certo allargata fisicamente ai confini dei territori bagnati dal mare nostrum, ma che visivamente e soprattutto culturalmente s’immerge totalmente nei fenomeni sociali, economici, politici del mondo globale. Usando brani e spezzoni di video, proverà a raccontare la complessità della progettazione e costruzione dell’ambiente costruito nel nostro bacino fisico di riferimento, già di per se stesso culla di una ricchezza culturale incredibile. Ma anche di povertà e contraddizioni non meno significative e non solo negli aspetti abitativi ed architettonici.

-          Francesca Materozzi (Operatrice accoglienza) Ci illustrerà la situazione dei rifugiati politici in Italia e dell’accoglienza in Italia e Stefano Becucci (Docente di Sociologia delle Migrazioni) allargherà la questione  dei rifugiati all’Europa. Massimo Pieraccini  (Protezione Civile – Associazione) porterà la sua testimonianza dato che da sempre lavora nella solidarietà sanitaria nel Mediterraneo.

Gli interventi saranno presentati dagli organizzatori Silvana Grippi e Luca Brogioni 

Microfono aperto per saluti, opinioni e testimonianze (altri ospiti in previsione).

LETTURE: Teatro instabile – Paulilatino – Aldo Sicurella (regista/attore)  

Hasan Atya al Nasar (poeta).

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Febbraio 2017 12:52 )