
Foto ripresa dal web
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E' di tre giorni fa la notizia riguardante una classe di un istituto primario di Padova composta da tutti bambini stranieri, riportata da il Corriere di Padova.
La scuola elementare Antonio Rosmini di Padova infatti è al centro della polemica che è stata definita "il caso Rosmini": l'unica classe prima dell'istituto infatti è composta da 24 alunni, tutti stranieri.
Questo è il primo caso in Italia di una classe composta da soli figli di immigrati: altre classi in Italia erano e sono formate per la maggior parte da allievi stranieri, come il caso della scuola materna Joan Mirò a San Bellino (sempre zona Arcella in provincia di Padova), ma si trattava sempre della maggioranza e mai della totalità, e soprattutto si parlava sempre di scuole materne e non di istituti primari.
Ci sono ragazzi bengalesi, rumeni, ma anche pachistani e cinesi. Parla il padre di un alunno egiziano, riportando a il Corriere delle Alpi il suo stupore e il suo malcontento : «Ho due figli in età scolare. La più grande frequenta la quarta classe alla primaria Muratori, nel rione Santissima Trinità, dove ci sono metà bambini figli d’italiani e metà figli di stranieri. Chissà perché, alla Rosmini, sia stata formata una classe intera con tutti alunni figli d’immigrati. Così non va bene. Che tipo d’integrazione, sia linguistica che culturale, ci può essere quando non c’è nessun bambino figlio d’italiani?».
Ma il papà egiziano non è il solo a lamentarsi di questa situazione. Anche una madre padovana si esprime al riguardo, sottolineando come il caso Rosmini sia la conseguenza del fatto che la maggior parte dei genitori italiani abbia deciso di iscrivere i propri figli in altre scuole in cui la presenza di immigrati è minore.
Centrale nella polemica è il problema dell'integrazione, che può venir meno nel momento in cui nella classe non ci sia neanche un alunno che parla come prima lingua l'italiano. La nuova preside, Maria Mapelli, promette infatti di promuovere maggiormente l'integrazione negli anni a venire, aderendo anche ad un progetto promosso dal Miur (denominato Fami) che prevede l’insegnamento della “Lingua Italiana 2” da parte di docenti assunti esclusivamente per tale funzione, intesi come mediatori per l’intercultura e la coesione sociale in Europa. In questo progetto l'insegnamento dell'italiano due verrebbe però equiparato a quello della lingua inglese, tanto da non permetterne quindi un buon apprendimento.
Sono molteplici i commenti che invadono il web proprio sul caso Rosmini, la maggior parte dei quali a sfondo quasi razzista: chi invoca la chiusura delle frontiere come unica soluzione; chi invece sottolinea che agli italiani venga richiesto di fare più figli affinchè i cosiddetti "invasori" abbiano qualcuno da invadere; chi addirittura ipotizza la presenza di un piano in atto per far sparire volontariamente tutti gli italiani (così come sta succedendo per l'etnia europea) e creare un meticciato; c'è chi parla anche di un'islamizzazione in corso nel nord Italia, in cui "noi" diventeremo schiavi e "loro" padroni.
Tuttavia (e per fortuna aggiungo io) c'è anche chi prende la cosa sul ridere, sottolineando come anche il Santo Patrono della città di Padova fosse lui per primo un immigrato; e chi invece vede la situazione attuale come un normale cambiamento storico.
Il caso della scuola di Padova non è il primo e sicuramente non sarà l'ultimo a suscitare polemiche e commenti esasperati: vedremo come le autorità politiche affronteranno la questione e soprattutto se riusciranno a placare le malelingue.
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