"Indagine su un'epidemia"

Mercoledì 03 Ottobre 2018 12:01 Fabrizio Cucchi
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"Se disponiamo di trattamenti davvero efficaci per i disturbi psichiatrici, perché la malattia mentale è diventata un problema di salute sempre più rilevante? Se quello che ci è stato raccontato finora è vero, cioè che la psichiatria ha effettivamente fatto grandi progressi nell'identificare le cause biologiche dei disturbi mentali e nello sviluppare trattamenti efficaci per queste patologie allora possiamo con concludere che il rimodellamento delle nostre convinzioni sociali promosso dalla psichiatria è stato positivo. ... Ma se scopriremo che la storia è diversa - che le cause biologiche dei disturbi mentali sono ancora lontane dall'essere scoperte e che gli psicofarmaci stanno, di fatto, alimentando questa epidemia di gravi disabilità psichiatriche - cosa potremo dire di aver fatto? Avremo documentato una storia che dimostra quanto la nostra società sia stata ingannata e, forse, tradita." (Robert Whitaker)

Detto in altre parole: come mai la psichiatria è l'unico campo della medicina nel quale alla scoperta di nuovi farmaci non segue una diminuzione del numero di malati? E, proseguendo nel ragionamento, perchè la psichiatria, nonostante la mole di farmaci di cui si avvale, non può vantare risultati analoghi a quelli ottenuti ad es. contro il vaiolo? Secondo l'opinione di chi scrive, la ragione è da ricercarsi nel fatto che la scienza tratta di "dati empirici e quantificabili"; parlare ad es. di "depressione" significa parlare di cose "soggettive e non quantificabili"...quindi non scientifiche per definizione. Gli sforzi di oggettivare e quantificare simili cose (vedi il famigerato DSM, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ), sarebbero da considerarsi come "ridicoli" se non avessero effetti tragici (in stile Orwell) sulle persone interessate. Ne consegue, secondo la mia personale opinione, che non possiamo legittimamente aspettarci dalla scienza un rimedio alla tragedia e alla sofferenza del vivere. Ogni tentativo in tal senso può portare a orrori polizieschi "vari" che possono spaziare dagli estremi descritti da Orwell fino a quelli -per molti aspetti opposti- descritti da Huxley in "Brave New World" ma...dove comincia la polizia finisce la scienza. La filosofia, l'arte (e/o le religioni), sono invece (alcune) tra le soluzioni che personalmente ritengo "più appropriate".

Ovviamente non credo di essere detentore di nessuna verità rivelata. Sul tema è stato scritto un libro inchiesta dal giornalista americano Robert Whitaker: "Indagine su un' epidemia". L'autore è stato direttore delle pubblicazioni della prestigiosa scuola medica di Harvard, e ha al suo attivo vari libri sull'argomento. La sua tesi è che gli psicofarmaci funzionano discretamente bene per frenare "le crisi più acute" (definizione mia), ma sul lungo termine finiscono per creare un numero di disabili maggiore di quanti "non ne trovino". La mia tesi è che "sono inutili", il Whitaker và quindi più "avanti" di me, e li definisce "dannosi".

Questo autore sarà presto in Italia per presentare il suo libro. Sabato 13 Ottobre, a partire dalle 18, presenterà la sua opera al CSA Next-Emerson, qui a Firenze. Lunedì 15 Ottobre sarà a Pisa all'aula magna del dipartimento di Scienze Politiche. Organizza il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud.

Fabrizio Cucchi, DEApress

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