la Repubblica Milano - Recensiamo questo articolo di Giorgia Notari
Una macchina rossa, devastata da chicchi di grandine, porta sul cofano la scritta “Climate change doesn’t exist”.
E’ quella che campeggerà nei prossimi cinque giorni in via Paolo Sarpi, la Chinatown milanese, durante la settimana della moda.
L’obiettivo della installazione, realizzata da Fondazione Cesvi e Factanza Media, è invitare i cittadini a non sottovalutare le conseguenze del cambiamento climatico.
L’opera, però, non finisce qui. Poco distante dalla macchina è stato messo un totem multimediale che mostra le immagini delle devastazioni climatiche
avvenute in Pakistan, preso ad esempio come Paese che subisce di più l’ingiustizia ambientale: è tra quelli che produce meno gas serra, ma patisce di più
le conseguenze dell’inquinamento mondiale. Una macchina rotta dalla grandine non sembra più così impressionante se si pensa che le alluvioni in Pakistan
nel 2022 hanno sommerso un terzo del paese, colpendo 33 milioni di persone, di cui 8,2 milioni sono state costrette ad abbandonare le proprie case.
Proprio per questo tipo di avvenimenti il Pakistan si è tristemente guadagnato il titolo di paese al mondo più soggetto ai cambiamenti climatici.
L'articolo completo di Giorgia Notari su Repubblica Milano
E’ quella che campeggerà nei prossimi cinque giorni in via Paolo Sarpi, la Chinatown milanese, durante la settimana della moda.
L’obiettivo della installazione, realizzata da Fondazione Cesvi e Factanza Media, è invitare i cittadini a non sottovalutare le conseguenze del cambiamento climatico.
L’opera, però, non finisce qui. Poco distante dalla macchina è stato messo un totem multimediale che mostra le immagini delle devastazioni climatiche
avvenute in Pakistan, preso ad esempio come Paese che subisce di più l’ingiustizia ambientale: è tra quelli che produce meno gas serra, ma patisce di più
le conseguenze dell’inquinamento mondiale. Una macchina rotta dalla grandine non sembra più così impressionante se si pensa che le alluvioni in Pakistan
nel 2022 hanno sommerso un terzo del paese, colpendo 33 milioni di persone, di cui 8,2 milioni sono state costrette ad abbandonare le proprie case.
Proprio per questo tipo di avvenimenti il Pakistan si è tristemente guadagnato il titolo di paese al mondo più soggetto ai cambiamenti climatici.
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