Rubrica Il Corrispondente un pò perso

Giovedì 25 Giugno 2026 10:46 Manuel Rodríguez de Arcos
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Il corrispondente un po`perso
 
La RAI italiana ha una organizzazione gemella in Spagna, la RTVE: l’ente pubblico di radio-televisione che dopo la visita del Papa, i media hanno sostituito la “E” di Spagna con una “E” di
Ecclesiastica. In Valencia c’e stato uno sciopero degli insegnante per quattro settimane (due in Catalogna) che ha dominato le notizie e suscitato espressioni di solidarietà da parte di un’ampia fetta
della popolazione, in seguito agli eccessi di alcune cariche della polizia. Ci sono stati anche dimostrazioni da parte di assemblee di inquilini nei capoluoghi di provincia, a causa della totale
incapità anche solo per avvicinarsi a un diritto sancito dalla nostra Constituzione: avere un tetto sopra la testa. Ma il Papa di Roma arrivò volando, come lo Spirito Santo, e tutto il resto è passato in
secondo o terzo piano. La Spagna è uno Stato laico. Il partito al governo, il PSOE, che aveva in programma di anullare gli accordi con la Santa Sede, firmati nel 1978, si è ormai prostrato ai piedi del Vaticano. Perché? E una buona domanda, con svariate risposte.
Una di queste portrebbe essere la crescente importanza della comunità vangelica, in concomitanza con la migrazione sudamericana e della teatralità del capo de la Casa Bianca. Lo scrittore argentino,
Martín Caparrós, nel suo magnifico libro “Ñamérica” - in senso lato, dato che conta quasi 700 pagine - lo ha indicato come una delle ragioni dell’elezione di Papa Francesco: avvicinare la
lontananza del Vaticano al popolo sudamericano. Tornando all’inizio, forse la RTVE spagnola (magari anche la RAI italiana) è diventata il vessillo mediatico del cattolicesimo in Europa.

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