Grazia Giaume - Medusa
Viene presentata come demone e colpevole dalla narrazione della cultura patriarcale nel mito e nell’arte, in effetti ha subito violenza tre volte ed da anni è diventata oggetto di contro narrazione e simbolo per la critica contro il victim-blanding invece che con il serpente sulla testa quest’acquerello la rappresenta con un “araba fenice”.
Una fenice che rinasce dalle sue ceneri: trasformarsi per trasformare tutto.
Maria Giovanna Guidone
Glicine - e tra leggerezza e intensità
La delicatezza dei petali e la flessibilità dei rami evocano calma, soavità ma al tempo stesso forza e resistenza. I petali quasi trasparenti micocosmi che uniti a grappolo si sostengono a vicenda, con forza e delicatezza.
Adriana - L’eredità del cielo
Tra cielo e terra si palesa la storia della mia terra interiore. Ora posso raccogliere l’eredità familiare con la grazia di ciò che giunge per essere custodito con cura.
Elisabetta “Nel bosco guardo la luna”
La magia dell’eclissi di luna: un momento di meditazione e di come con la natura, cercando equilibrio e pace.
Eugenia “la mia notte”
Nella dualità del giorno e della notte , della luce e dell’ombra, dell’attività e del riposo si può trovare talvolta un piccolo spazio che è “tutto nostro” in cui possiamo scorrere la chiarezza.
Daniela – La luna rossa
Non bianca, distante, non d’argento. E’ sempre lei, ma per una sera è diversa, interrompe l.’abitudine.
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