Proponiamo a questa domanda, la risposta che diede Eugenio Montale, nel "diario '71/'72", riguardo alla sua idea di "poesia":
La poesia non è fatta per nessuno,
non per altri e nemmeno per chi la scrive.
Perchè nasce? Non nasce affatto e dunque
non è mai nata. "Stà" come una pietra
o un granello di sabbia. Finirà
con tutto il resto.
Eugenio Montale (1896 - 1981), premio Nobel per la letteratura nel 1975, sente la poesia come una natura a sè, isolata dal mondo, atemporale e senza funzione, ma nonostante ciò egli sa che essa esiste, "stà" e deve stare, perchè necessaria all'uomo, in quanto mezzo di espressione del proprio intimo.
E' una visione ambigua quella di Montale, come d' altronde ambigua è la sua vita, che lo vede inserito in un mondo il cui senso, va espresso, con forza critica e conoscitiva, ma la cui realtà in crisi, squilibrata, lacerata, lo conducono a disilludersi della vita, a negare ogni vitalismo, e ad avere una forte coscienza del "male di vivere".
Michela Scaramuzzino
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