Omaggio a Mario Luzi

Mercoledì 28 Febbraio 2007 22:57
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Mario Luzi

In occasione della conferenza su Mario Luzi, tenuta oggi nella Sala Gonfalone, in Palazzo Panciatichi (Palazzo della Regione - Toscana), proponiamo una poesia del grande scrittore toscano: 

 

 Fiume da fiume

Si pasce di sè il fiume, bruca
                                            serpeggiando
le sue
          quasi essiccate sgorature,
                                                  visita
le sue
          quasi aride pozzanghere,
si trascina ai suoi gi… putridi ristagni
finch‚ poco più oltre
                                   un poco lo confortano
misteriosi trasudamenti,
lo irrorano frescure,
umori, vene
dal più profondo
del suo cuore sotterraneo
                                    ed eccolo
rinasce esso dalle secche,
ora, si lascia dietro la sassaia
della sua quasi estinzione
per il suo nuovo cammino -
                         si muove verso se stesso il fiume,
                         si sposta dentro il suo cangiante bruco
ed entra, fiume nuovo
uscito dalle sue ceneri
nei luoghi dove opera
la primavera            e non c'è
fiore né gemma, non c'è ancora
ma c'è quella radiosa incandescenza
di luce e opacità nel bianco dell'aria,
c'è, ed ecco si diffonde, quella trepidante animula
e quel chiaro sopra la linea degli alberi,
quel già più festoso scintillamento delle acque.
C'è tutto "quello". E c'è
                                lui fiume,
ne vibra intimamente
il senso. C'è questo, c'è prodigiosamente.

Poesia tratta da "Poesie sparse". 

 

Mario Luzi è nato nel 1914 a Castello (Fi) e fece parte dell’importante cerchia dei poeti “ermetici”.
Fu insegnante all’Università di Lettere e Filosofia di Firenze e nel  2004, in occasione del suo novantesimo compleanno fu nominato Senatore a vita dall’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Pochi mesi dopo morì e la sua lapide si trova ora nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

Il tema principale della poetica di Mario Luzi è l’autobiografia, la celebrazione del suo Io, che trova  nella Cristianità delle risposte, ma anche molti dubbi, perché reagisce, inquieto, alla vita reale.
Quello della Cristianità è un sentimento profondo per Luzi e lo trasmette in ogni sua opera, perché seppur a volte percepisca la sua vita come priva di senso, è guidato dalla speranza in una sopravvivenza dell’anima, dopo la morte del corpo. Se non possiamo esprimere sentenze sulla veridicità di questa fede, di sicuro possiamo dire che, l’anima e la sensibilità di questo poeta, resteranno vive per chi lo legge e per chi, nella sua poesia, riesce a cogliere il sublime.
 
Michela Scaramuzzino 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Marzo 2007 21:16 )