Nuovo libro di La Pira

Venerdì 15 Gennaio 2010 12:34 Simone Rebora
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La casa editrice fiorentina Polistampa ci ha regalato un ennesimo tassello per la definizione del nostro panorama culturale contemporaneo. Come sottolinea Vittorio Possenti, "Il nuovo non è nient'altro che l'antico caduto nell'oblio e riscoperto", e il fondamentale recupero in questione è quello di un saggio del 1947 di Giorgio La Pira (Pozzallo, 9 gennaio 1904 – Firenze, 5 novembre 1977), politico italiano, statista e filosofo, che ci offre una fondamentale riflessione sulla condizione umana: un testo il cui valore si spinge molto al di là del difficilissimo periodo storico in cui fu scritto, e che giunge ad avvolgere anche la nostra non semplice età.

Il valore della persona umana (Polistampa 2009, cm 17x24, pp. 144, br., € 12,00) è il titolo di questa pubblicazione, e la voce del non dimenticato sindaco di Firenze torna con essa per porci quesiti senza tempo:

 

"Quale è il valore dell'individuo umano? Ecco il problema al quale bisognava dare, nell'ambito della meditazione tomista, una adeguata soluzione. Il problema, come è chiaro, non ha soltanto una portata teoretica; esso ha immense ripercussioni pratiche; perché la soluzione di esso incide decisamente sulle strutture giuridiche, politiche ed economiche dell'azione umana"

 

Se, nel 1947, il pericolo appena superato (ma ancor vivo nella memoria) era nei totalitarismi e nei più deviati idealismi, oggi i rischi sono forse meno evidenti, ma proprio per questo non meno insidiosi: l’illusione di un’assoluta libertà di pensiero e azione, spesso cela invece un asservimento inconscio a modelli tanto sbandierati quanto inavvertiti, e spesso l’uomo dimentica la radice fondamentale del proprio essere, che non può essere ritrovata altrove che nel proprio io.

 

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