La vita di Piergiorgio Welby, affetto da una grave forma di distrofia, e della sua battaglia per il diritto di essere lasciato morire: è questa la vicenda al centro di "Love is All. Piergiorgio Welby, Autoritratto".
Il documentario del regista pisano Francesco Andreotti e della livornese Livia Giunti sarà presentato in anteprima italiana venerdì 4 dicembre alle ore 17.00 presso lo Spazio Alfieri di Firenze, per il 56° Festival dei Popoli di Firenze, festival internazionale del film documentario. Alla proiezione saranno presenti gli autori e la vedova di Piergiorgio, Mina Schett Welby.
«Il documentario racconta la vita di un uomo che è diventato un simbolo, osservandolo attraverso le sue opere, quadri, libri, fotografie – spiegano Andreotti e Giunti – E’ un ritratto che tende all’autoritratto, nasce da otto anni di pedinamento delle tracce che la vicenda umana di Welby ci ha lasciato. Love is All è una storia d’amore che nasce dal nostro affetto per Piergiorgio, che amava la vita, amava gli altri, amava la libertà».
Sono passati dieci anni dalla richiesta di Welby di poter mettere fine alla sua vita, richiesta che è arrivata fino al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Pochi mesi dopo, aiutato dai famigliari e dagli attivisti radicali, riuscì a compiere la sua volontà. Sebbene nel nostro paese il dibattito sulle questioni del fine vita non abbia fatto sostanziali progressi, la sua storia è divenuta icona della lotta per i diritti civili e per l'autodeterminazione.
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