Seconda giornata di Middle East Now

Giovedì 06 Aprile 2017 12:18 Ludovica Parentini
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Mercoledì 5 Aprile si è svolta, presso il Cinema La Compagnia, la seconda giornata del festival Mddle East Now che quest'anno è alla sua ottava edizione con il tema Urban Middle East e che ha l'intenzione di raccontare quella che è la vita delle persone comuni nelle metropoli del medo oriente - il Cairo, Tehran, Beirut, Istanbul, Tel-Aviv, Ramallah, Tunisi, Gaza, La Mecca, Baghdad, Aleppo e Damasco - attraverso le sue strade, le sue piazze, i mercati, il traffico, i rumori e la musica. Questa seconda giornata si è aperta in mattinata (alle ore 10:00) con una proiezione pensata per spiegare agli adolescenti, ragazzi delle medie e delle superiori, quelle che sono le dinamiche del medio oriente e bla comparsa dello stato islamico. A partire dalle 16:00, invece, sono stati proiettati tre cortometraggi che prendevano in esame storie differenti in regioni differenti del medio oriente.

Il primo - "Pale Mirrors"di Salem Salavati - è ambientato nel Kurdistan Iraniano.

Il secondo cortometraggio - "The Rifle, the Jackal, the Wolf and a Boy" di Oualid Mouaness - ambientato in Libano, racconta la storia di una famiglia cristiana che subisce continui attacchi da parte di uno sciacallo al loro piccolo pollaio in giardino. I due giovani fratelli, protagonisti del corto, pensando di fare un favore al padre, pensano di rubargli un fucile e sparare al primo sciacallo incontrato nel bosco per poi bruciarne il corpo pensando di poter mentire ai genitori. I due ragazzi non sanno però che quello a cui hanno sparato nel bosco non era uno sciacallo ma un lupo, la cui caratteristica principale è la memoria, che porta il branco a vendicare crudelmente la perdita di un loro componente. Alla fine, infatti, l'intero pollaio viene sterminato dai lupi; quello che si nota però in questa scena è che tutte le galline non sono state mangiate ma solo ammazzate, una scena che fa pensare agli attacchi dell'ISIS - il quale entra nel racconto per pochi secondi e in modo tasversale nei titoli di un telegiornale locale - e al terrore che scaturiscono.

Il terzo cortometraggio - "Nocturne in Black" di Jimmy Keyrouz - forse il più direttamente comunicativo fra i tre, è ambientato in una città siriana controllata dai Jihadisti. Il racconto mette subito in evidenza come, da quando la città è controllata dall'Isis, la musica, l'arte il ballo siano stati totalmente messi al bando in nome della purezza dell'islam tradizionale. Il protagonista è un giovane pianista, Karim, che è costretto a dover vendere il suo pianoforte - con il quale nel frattempo riesce ad allietare la vita dei cittadini - per recuperare i soldi che gli servono a scappare da quel logo di guerra ed orrore

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 08 Aprile 2017 17:39 )