Commenti sul film ALL'ALBA PERDERO' di Andrea Muzzi
"In una società competitiva come la nostra, affrontare in un film la tematica della sconfitta appare estremamente attuale. Già altri registi lo hanno fatto: basti ricordare il bellissimo film “Il Verdetto” dove, un magistrale Paul Newman, interpretando un avvocato alcolizzato e oramai sconfitto dalle vicende della vita, con un moto di orgoglio riscatta se stesso e fa vincere alla sua cliente una causa importantissima. Andrea Muzi, partendo da una personale delusione professionale,rappresenta in questo film, una simpatica saga degli “sfigati”, che sono perdenti, ma lo sono stati in modo clamoroso ed estremamente dignitoso, sopratutto si sono dati da fare in tal senso in tutti i campi dello scibile umano: sport, arte letteratura. Raccontando la sua vicenda attraverso la figura del regista Gregoretti (sarà un caso aver scelto per protagonista il nome di un notissimo critico cinematografico?) a cui i produttori rifiutano ogni sceneggiatura proposta,e prendendo spunto dalle vicende di un suo compagno delle elementari che “durante un dettato riuscì a fare 24 errori in una sola parola“, nasce l’idea di raccontare in una nuova trama le vicende degli eterni sconfitti. Non vi sveliamo il finale ma certo è che da questa racconto la visione della vita cambierà per tutti". Antonio Mereu
"Un interessante film da vedere del regista Andrea Muzzi che usa la metafora del "fermare" alcuni eventi dove si smitizza la nostra generazione dove si viene educati per diventare vincenti. Questa ricerca presenta un valore aggiunto all'insegnamento del "saper perdere" utile per rafforzarsi. Questa è la storia di un regista/sceneggitore (Andrea Gregoretti) che arrivato alla soglia dei cinquant'anni fa una valutazione della sua vita "auto-riconoscendosi" come perdente e così decide di girare un nuovo film partendo dalla sua esperienza personale ma allargata ai tanti fallimenti del genere umano. Interessante il dialogo con Dante e ottima la rappresentazione dell'attrice Miriam Bardini che rafforza l'interpretazione con semplicità e stranamente armonizza le scene. Dalla partenza, il film sembra nascere per caso invece poi poco alla volta si alimenta di tante storie sconosciute ma tutte di grande rilievo. Auguriamo a questo regista e al suo produttore un buon successo di pubblico...soprattutto perchè potrebbe essere importante portarlo nelle scuole per comunicare ai giovani che "non si può sempre vincere". Grazie". Silvana Grippi
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