La fotografia contemporanea vive di luce riflessa, è lo specchio del mondo in cui viviamo, così come lo vediamo con i nostri occhi.
Oggi gli scatti fotografici sono una rappresentazione reale della vita e, in quanto tali, non dovrebbero avere bisogno di elaborazione digitale, che da la possibilità di migliorare l'immagine, ma toglie alla fotografia un pò di realtà.
Molte delle tecniche di elaborazione digitale delle immagini, o della trasformazione di immagine, come spesso veniva chiamata, sono state sviluppate nel 1960 presso il Jet Propulsion Laboratory, il Massachusetts Institute of Technology e altre strutture di ricerca. La situazione cambiò negli anni Settanta, quando con l'avvento di computer più economici e hardware più potenti, furono resi disponibili sul mercato, le nuove tecnologie, per l'uso della grande massa. Nel 2000, grazie all'avvento di computer più veloci, la correzione delle immagini digitali diventò la forma più comune di elaborazione delle immagini e, in generale, divenne il metodo più utilizzato, data la sua versatilità e il basso costo (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Elaborazione_digitale_delle_immagini).
La fotografia è diventata talmente importante che lo studio e l'approfondimento della gestione tecnica deve avere un progetto iniziale. Bisognerà, quindi, accertarsi del risultato finale fin dal momento in cui si scatta la fotografia e ogni cosa sia programmata e si trovi nel posto giusto, così che l'immagine catturata sia esattamente come si desidera. Ma oggi, finalmente,se questo non accade si può sempre correggere, migliorare e modificare con un semplice "ritocco".
Il tipo più noto di elaborazione digitale delle immagini è l'editing o fotoritocco, che si può effettuare tramite degli appositi software tra cui i più famosi sono GIMP e Photoshop. Ogni elaborazione digitale deve essere semplice e mirata.
Ecco alcuni esempi:
Il “cropping” serve per cancellare elementi inutili, sgradevoli o capaci di distrarre l’attenzione da ciò che si vuole sottolineare, inoltre consente di trovare inquadrature che al momento dello scatto non si erano prese in considerazione. Il taglio permette di tagliare aspetti superflui o indesiderati di un’immagine, per produrre un impatto migliore e maggiore.
Il “burning” e il “dodging” permettono di rischiarare o oscurare alcune parti dell’immagine, servono soprattutto per migliorare il contrasto e il colore e per sottolineare alcuni elementi particolari, mentre il metodo “curve” aiuta a correggere il tono e il contrasto.
La rotazione raddrizza l’allineamento degli elementi verticali e orizzontali, quando l’immagine risulta leggermente inclinata.
Ma con un po' di allenamento basterà solo la fotocamera per fissare una buona immagine con inquadrature e soggetti che parlano da soli, così che le ore passate davanti al computer, per creare un immagine d’impatto, per correggere e migliorare la foto non serviranno più.
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|
