“Desiderando città - Urban spaces and creativity” dal 24 novembre

Mercoledì 23 Novembre 2016 17:43 Silvana Grippi
Stampa

desiderando_città.jpg

FESTIVAL MEDIARC “Desiderando città”

DEApress presenta

“Desiderando città - Urban spaces and creativity”

Mostra fotografica dal 24 al 30 Novembre

Ex chiesa Santa Verdiana - Piazza Ghiberti 27 – Firenze

L’idea di “città” è variabile, da castrum,  civitas, fino ai nostri giorni , alla città metropolitana che, il rapporto con le periferie, trasforma il concetto di “genius loci” o “luogo abitato”, contestualizzandolo con i ritmi accelerati di un pulsare umano, in osmosi con l’urbanizzazione, in dialettica tra cemento e verde. 

Nasce dunque, spontanea l'esigenza di vivere in un’isola che non c’è. Questo è il sogno di noi contemporanei: una ricerca di idealizzazione che ognuno si porta dentro da trasmette alle nuove generazioni. I cambiamenti economici hanno portato ad una riconfigurazione dello spazio, caratterizzata dalla frammentazione in aree che progressivamente si differenziano. Lo sviluppo della mobilità e compressione dello spazio e del tempo, per chi “abita” la città ma anche per chi ci si reca per lavoro,  non costituisce un fenomeno locale che si distribuisce in modo omogeneo sul tessuto urbano ma un aspetto innovativo della vivibiltà dell'habitat. Quindi, le diseguaglianze assumono distribuzioni spaziali nuove e complesse che mettono in primo piano la questione della “segregazione” territoriale, dell’accesso alle risorse e ai servizi. La periferia può diventare un margine all’espressione territoriale, sventrato a causa delle concezioni di marketing gestionale che tende a svuotare il “centro storico” per renderlo vetrina/museo per i visitatori/fruitori giornalieri.

Il gruppo DEApress con questa mostra fotografica intende evidenziare un Reportage di  Ricerca che parte  da un lavoro di indagine rivolto ad altre dimensioni di città sparse nel mondo fino a descriverne metaforicamente, attraverso le immagini fotografiche,  dalle sensazioni emozionali, sentimenti personali, come segnale di diverso significato.

Ogni autore ha portato il suo contributo culturale, architettonico/archeologico che, stratificato nella concezione filosofica, rende visivamente uno scenario gradevole attraverso la Galleria scelta, una “chiesa sconsacrata” che viveva all'interno di un carcere ed ora è all’interno della struttura universitaria “Scuola di Architettura”.

Partecipano: Marco Agresti - Andrea Berti - Sergio Biliotti - Francesca Dari - Guido De Felice - Silvana Grippi – Massimo Pieraccini – Collettivo Studenti Università

Share

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Novembre 2016 18:04 )