"Dialoghi inquieti" - Antonio Tabucchi

Mercoledì 27 Marzo 2013 13:43
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“Tristano ha resistito al fascismo, alla resistenza, ma non alla vita.
Forse è più difficile resistere alla vita.”

 


 

Il 25 Marzo 2012 a Lisbona moriva Antonio Tabucchi, straordinario protagonista della letteratura contemporanea. Scrittore inquieto, docente universitario, amante e conoscitore di Fernando Pessoa e del Portogallo, autore di racconti, opere di narrativa e di denuncia sociale e politica.
Ad un anno dalla sua morte, Versiliadanza, Teatro Cantiere Florida/Elsinor Teatro Stabile d’Innovazione, Fondazione Sistema Toscana, e Gruppo Toscano Sindacato Critici Cinematografici Italiani hanno promosso un evento della durata di tre giorni (23 – 25 Marzo) dal titolo “Dialoghi inquieti” in onore dello scrittore toscano.

Le prime due giornate al Teatro Cantiere Florida (Via Pisana 111/r), hanno visto svolgersi lo spettacolo di e con Angela Torriani Evangelisti e Gianluigi Tosto “Nel tempo di questo infinito minimo io ti dico Goodbye Mr Nightingale”  e una maratona di letture, testimonianze e ricordi dello scrittore.

La giornata al Cinema Odeon (Piazza Strozzi), è stata invece dedicata ad alcune proiezioni come “Notturno indiano”, “Tristano e Tabucchi” e “Sostiene Pereira”. “Tristano e Tabucchi” di Veronica Noseda e Marcello Togni (2003, 52’) racconta la genesi di un romanzo e le incertezze del suo autore, “un’ipotetica guida di un romanzo ipotetico”. Il romanzo in questione è “Tristano muore”, che Tabucchi pubblicherà un anno dopo, nel 2004, ma di cui, nel momento della realizzazione del documentario, non conosce ancora le sorti.  Tabucchi sfoglia i suoi quadernini neri pieni di appunti, ne legge alcuni, poi si ferma, riflette, e ribadisce ancora una volta che probabilmente sarà un romanzo che non nascerà mai. Lo scrittore sceglie un nome prettamente letterario e di derivazione leopardiana per un personaggio  che “più che un uomo è un secolo”. Attraverso la voce del morente Tristano, infatti, Tabucchi racconta il secolo breve con le sue mille sfaccettature e contraddizioni in un lungo monologo pieno di ripetizioni, confusione e riferimenti letterari e filosofici.
“Tristano muore e mentre muore trova la vita e il suo senso” .

“Sostiene Pereira" (1995, 104’) di Roberto Faenza  -presente in sala- è invece il film tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore ed interpretato da Marcello Mastroianni .
“È difficile avere una convinzione precisa quando si parla delle ragioni del cuore, sostiene Pereira” , e sono  proprio queste ragioni che Pereira rifiuta di ascoltare, a favore di un’informazione controllata e mai del tutto libera. Il romanzo, ambientato a Lisbona, è stato uno dei maggiori successi di Antonio Tabucchi, probabilmente perché al centro della dinamica narrativa c’è un personaggio “vero”, che evolve e matura, e che da intellettuale abitudinario e timoroso diventa il simbolo della difesa della libertà d’informazione.

Tre giorni di eventi a impronta culturale per ricordare quello che è stato non solo uno stimabile intellettuale, ma un importante rappresentante della scrittura italiana nel mondo.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Marzo 2013 13:50 )