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Presidio a Firenze per il popolo Kurdo

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foto: Silvana Grippi

Due giornate di solidarietà a Firenze per i detenuti curdi che da mesi sono in sciopero per chiedere la fine dell'isolamento di Ocalan. Pubblichiamo parte del comunicato della Comunità curda toscana:

"A fianco dei 7000 in sciopero della fame per Ocalan e contro il fascismo e la repressione in Turchia, anche a Firenze #Rompiamolisolamento!
Dal 7 novembre 2018, da oltre 160 giorni, la deputata kurda del partito HDP Leyla Guven è in sciopero della fame. A lei si sono uniti 7000 prigioniere e prigionieri politici che, rinchiusi nelle carceri turche, sono pronti a dare la vita per la fine dell’isolamento del presidente del PKK Abdullah Ocalan. Già 8 di loro hanno perso la vita e decine di scioperanti sono tenuti in isolamento.

Ocalan è prigioniero dal 1999 sull’isola carcere di Imrali e nella vicenda che portò al suo arresto non possiamo non ricordare le responsabilità di vari governi, incluso quello del nostro paese che, cedendo alle pressioni della Turchia, non ebbe il coraggio di concedergli l’asilo. Da 8 anni lo Stato turco impedisce ai suoi avvocati di incontrarlo e dal 2015 si trova in isolamento totale, non potendo incontrare la sua famiglia, né avere alcun contatto con il mondo esterno.
Il suo isolamento riproduce una chiara forma di tortura e rappresenta simbolicamente la situazione di oppressione cui è sottoposta la società kurda in Turchia, colpevole di non piegare la testa di fronte alla repressione militare e di continuare a sostenere il movimento di liberazione guidato dal PKK ed il suo progetto politico di liberazione, antimperialista, femminista ed ecologista.

Un progetto che ha oltrepassato i confini della Turchia, per svilupparsi nel Rojava, nel nord della Siria, dove nonostante gli anni di guerra e la minaccia dello Stato Islamico, si è sviluppata una società fondata sulla convivenza fra i popoli, sull’emancipazione della donna e sulla gestione del potere e del territorio sottratti a logiche di profitto e sfruttamento.

Senza il riconoscimento del movimento di liberazione kurdo, del progetto politico e sociale del PKK e della sua guida riconosciuta -Abdullah Ocalan- senza la fine della repressione, delle torture e dello stato d’eccezione permanente che si vive nel Kurdistan turco, è impensabile una soluzione di pace giusta in Turchia, come in Rojava.

La richiesta di Leyla Guven e dei prigionieri politici kurdi è sostenuta oggi in Europa da centinaia di solidali, che a Strasburgo, Berlino, Londra e in numerose altre città sono anch’essi in sciopero della fame per attirare l’attenzione internazionale su questa azione di resistenza. Anche a Roma, dal 21 marzo, il compagno kurdo Erol si è unito allo sciopero della fame senza termine, sostenuto da diversi solidali. Il morale degli scioperanti è alto, nonostante per molti di essi le condizioni di salute comincino a peggiorare, sono consapevoli dell’importanza della loro azione e determinati ad andare avanti finché non saranno ascoltati.
Per questo è necessario anche il nostro sostegno e anche a Firenze vogliamo sostenere la loro lotta.

"Chi è in sciopero della fame, con la sua azione in un certo senso critica anche tutte e tutti noi. E lo fa mettendo in gioco la sua vita". Questo il significato dell’appello alla mobilitazione che ci arriva da questi compagni e che ci spinge a riflettere su che cosa vuol dire impegnarsi realmente in prima persona per raggiungere un obiettivo politico, praticare l’internazionalismo fino in fondo, sentendosi parte di una lotta comune per la libertà di tutti e tutte.

Non possiamo restare a guardare. Dobbiamo rompere il muro di silenzio che la complicità con lo Stato turco determina qui da noi. Non possiamo più tollerare che le relazioni economiche e strategiche con la Turchia, che i guadagni dalla vendita di armi o gli accordi con il ricatto di tenere i profughi lontani dai nostri confini, valgano più di concetti come libertà, internazionalismo e solidarietà.

Per questo anche a Firenze saremo in sciopero della fame nei giorni 23 e 24 aprile, alla vigilia della festa della Liberazione dal nazifascismo, per fare arrivare ai compagn* kurd* la nostra solidarietà e per attirare l’attenzione sulla loro lotta che da mesi viene ignorata e taciuta nel nostro paese."

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 23 Aprile 2019 17:58 )  

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