Lunedì scorso è venuto a mancare, all'età di 69 anni, Valerio Evangelisti, uno dei più noti scrittori italiani del genere fantasy e horror nonchè noto per il suo impegno "militante" . Le sue opere più famose presso il grande pubblico sono quelle che vedono come protagonista l'inquisitore Nicolas Eymerich, personaggio che "ha fatto fortuna" anche nel mondo dei fumetti, della radio e persino dei videogiochi, a riprova della sempre maggiore connessione tra i vari "mezzi" di comunicazione e di espressione. Questa "interconnessione" era del resto conosciuta da Valerio Evangelisti che la declinava in chiave di impegno militante: infatti fondò e diresse la famosa rivista sul web "Carmilla on line" che partendo dalla critica letteraria arriva a parlare di argomenti di attualità sociale.
Già da tempo aveva problemi di salute, (era anche sopravvissuto ad un tumore...) ma ha portato avanti fino all'ultimo la sua attività di "letterato" e di militante. Ci lascia una sterminata bibliografia che spazia dai saggi storici (infatti cominciò la sua attività di scrittore proprio come autore di saggi) alla narrativa fantasy (quella per cui è diventato maggiormente famoso), oltre ad un ruolo davvero peculiare all'interno della "sinistra" italiana, nella quale ha avuto un'influenza notevole. Nel campo più strettamente culturale, ha contribuito ad infrangere -nel panorama della letteratura italiana- la distinzione tra una letteratura "d'intrattenimento" e una letteratura "alta", portando avanti -nel suo particolarissimo modo- un pò il discorso che era stato iniziato da autori come Italo Calvino (penso ad esempio alle "Cosmicomiche" di quest'ultimo, o "Le città invisibili"). Nonostante "l'abito antico" anche Eymerich è (malgrado tutto) un personaggio moderno (o meglio: come tutti i personaggi letterari tende a divenire "senza tempo" benchè sia figlio di un preciso momento storico, che non è il suo ma che è quello in cui viveva il suo autore - ossia il nostro).
E' innegabile poi come Evangelisti abbia fatto nascere "una moda culturale" che certo gli sopravvive...Che non è quella del fantasy "stile Tolkien" (che, viene -non a caso- strumentalizzato dalla destra, molto al di là di quelle che erano le intenzioni del Tolkien stesso ) ma che è quella del fantay-horror "stile Evangelisti" nella quale molti militanti di sinistra si sono potuti, e possono attualmente auto-identificarsi, proprio per la connotazione ideologica di questo autore. Che poi anche questa tenda ad assumere forme "stereotipe" e addirittura ci sia un processo "di banalizzazione" è un fatto insito nella natura stessa dei processi culturali, e non può certo essere considerato "una colpa" di questo autore.
Fabrizio Cucchi /DEApress
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