18 luglio 1936; la guerra civile spagnola

Lunedì 18 Luglio 2022 10:14 Samira Sharfeddin
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Il 17 luglio di 85 anni fa, scoppiava, con forza -i segni c'erano già da settimane - quella rivoluzione spagnola che tanto cambiò il modo di affrontare il concetto mutualistico e di solidarietà tra le persone (per chi non lo avesse mai visto e non avesse voglia di leggere tomi sull'argomento, consiglio 'terra e libertà" di Ken Loach"). Figure come Ascaso, Durruti, García Oliver diedero la scintilla a una stagione unica. Fu una rivoluzione libertaria, forse la più importante (per numero di individui coinvolti) nella storia recente. Intere città spagnole si liberarono e iniziarono un processo di scardinamento sociale. Le scuole divennero scuole libertarie, i mezzi pubblici cittadini gratuiti, gli ospedali – finalmente - per tutti, le fabbriche in mano agli operai e alle operaie; e funzionava perfettamente tutto, anzi, meglio.

Si stima che dal luglio del 36 a una buona parte del 37 gli e le anarchiche furono centinaia di migliaia. Le "Mujeres Libres" (l'organizzazione delle donne anarchiche spagnole) entrarono, armate, nei bordelli e liberarono le ragazze giovanissime dal patriarcato e dallo sfruttamento; naturalmente trattarono gli sfruttatori in maniera adeguata. I treni  diventarono un mezzo di spostamento gratuito in tutta la Spagna. Qualcuno, in un libro: la chiamò "la breve estate dell'anarchia" ma non sono d'accordo; non fu breve e cambiò i decenni successivi.

I fascisti e gli stalinisti frenarono, nel sangue, questa formidabile spinta di libertà, fucilando e torturando decine di migliaia di anarchici e anarchiche. È uno dei motivi per cui non c'è stata mai simpatia tra gli anarchici e i fascisti (ovviamente) ma anche tra gli anarchici e i comunisti stalinisti. Un grande anarchico italiano che combatté in Spagna, Camillo Berneri, fu massacrato insieme a un amico libertario, proprio dai compagni rossi guidati da Stalin. E non solo lui, furono tante le fucilazioni. Gli anarchici si trovarono tra due fuochi, quello fascista e quello comunista stalinista, e non riuscirono a tenere. Molti andarono in Francia, i più fortunati, molte altre (le donne che non mollavano le postazioni nelle città) vennero trucidate.

Questa è una delle pagine più importanti (probabilmente “la più importante”) del movimento libertario internazionale degli ultimi 150 anni. Dopo la Spagna tutto cambiò!

Oggi ricorre l'anniversario di una stagione unica e meravigliosa dove per alcuni mesi l'aria che si respirava (e non solo in Spagna, l'eco arrivò in tutto il mondo. Migliaia di cittadini americani, inglesi, tedeschi, italiani, giapponesi, irlandesi, algerini, greci, e tanti altri si precipitarono a combattere al fianco delle anarchiche e degli anarchici spagnoli. Capirono subito che la Spagna era il banco di prova contro i fascisti. 3 anni dopo scoppiò la seconda guerra mondiale) era un aria di libertà. Ed è proprio oggi con la repressione e l'assenza del diritto (come base inalienabile della vita; diritto alla vita in gioia e libertà) che la rivoluzione spagnola può insegnarci che nulla è mai perduto.

Potrei citare decine di discorsi, leggendari, di Durruti, che mossero milioni di individui verso l'emancipazione sociale, sessuale, lavorativa, sanitaria. Ma non c'è bisogno, si possono leggere o sentire nei video.

Non bisogna mai dimenticarsi che il potere, anche quello di oggi, più organizzato tecnologicamente e a livello manipolativo, è solo una esigua minoranza. La maggioranza degli individui nel mondo non ha potere, ma ha un enorme "potere":
la liberazione dalla violenza dello sfruttamento. E la Spagna del 36 sta a dimostrare proprio questo.

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